La Regione Siciliana dovrà ora stabilire un premio per i sub che scoprirono un antico relitto. La decisione arriva dopo una lunga battaglia legale che ha ribaltato una precedente sentenza.
Il Cga ordina alla Regione di quantificare il premio
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (Cga) ha emesso una sentenza significativa. Ha accolto l'appello di due subacquei, Fabio Di Bono e Dario D'Amico. Questi avevano individuato un importante sito archeologico sottomarino.
Il ritrovamento avvenne l'11 agosto 1999. Durante un'immersione nelle acque di Trapani, i due individuarono una struttura in legno. Era circondata da numerosi frammenti di anfore antiche.
Il giorno seguente, i sub segnalarono immediatamente il loro eccezionale ritrovamento alla Guardia di Finanza. Questa segnalazione diede il via a una serie di operazioni. Queste portarono al recupero completo di un relitto di epoca romana.
Il relitto recuperato è stato successivamente restaurato. Ora è esposto in un museo, testimoniando un importante pezzo di storia. I due scopritori avevano richiesto il premio previsto dalla legge. Questo premio è destinato a chi effettua scoperte fortuite di beni archeologici.
Tuttavia, il procedimento per l'assegnazione del premio non era mai stato concluso dalla Regione Siciliana. Questo stallo ha portato i sub a intraprendere un lungo percorso giudiziario.
La sentenza del Cga e le motivazioni
La corte ha analizzato attentamente le circostanze della scoperta. Il Cga ha stabilito che non è stato dimostrato che i subacquei stessero conducendo una ricerca archeologica organizzata. La loro attività era un'immersione ricreativa.
Inoltre, il loro successivo impegno nella tutela del sito non può invalidare il carattere fortuito della scoperta iniziale. I giudici hanno sottolineato un punto cruciale.
Il ritrovamento non deve essere limitato ai soli reperti materialmente recuperati dai due sub. La valutazione deve includere anche l'intero relitto. Questo è stato riportato alla luce grazie alla loro segnalazione.
La mancata conclusione del procedimento da parte della Regione è stata dichiarata illegittima. Il Cga ha quindi ordinato alla Regione Siciliana di portare a termine l'iter.
Cosa succederà ora
Gli uffici regionali competenti dovranno ora agire. Dovranno identificare le parti specifiche del relitto. Si dovranno individuare i reperti direttamente riconducibili alla scoperta del 1999.
Successivamente, verrà determinato il valore complessivo di questi beni. Sulla base di questa valutazione, sarà stabilita l'entità del premio. La sentenza non assegna direttamente i 500 mila euro richiesti dai due scopritori.
Sarà la Regione a quantificare l'importo finale. La legge prevede che il premio possa arrivare fino a un quarto del valore dei beni archeologici scoperti.
La Regione Siciliana è stata anche condannata al pagamento di 6 mila euro. Questa somma coprirà le spese legali sostenute dai due subacquei nei due gradi di giudizio.
Domande e Risposte
Chi ha emesso la sentenza sul premio per il relitto di Marausa?
La sentenza è stata emessa dal Consiglio di Giustizia Amministrativa (Cga) per la Regione Siciliana.
Cosa dovrà fare la Regione Siciliana ora?
La Regione Siciliana dovrà individuare i reperti riconducibili alla scoperta del 1999, determinarne il valore e stabilire l'entità del premio da assegnare ai subacquei.