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Flc Cgil Sicilia: "Tetto studenti stranieri impraticabile"

La Flc Cgil Sicilia ha espresso forte disappunto riguardo alla proposta di introdurre un limite del 30% per gli studenti non italiani nelle classi. Il sindacato definisce la misura ingiusta e irrealizzabile, soprattutto in contesti come quello siciliano.

Adriano Rizza, segretario generale della Flc Cgil Sicilia, ha dichiarato che la proposta si scontra con la realtà demografica e scolastica dell'isola. I dati ufficiali del Ministero dell'Istruzione per l'anno scolastico 2024/2025 confermano questa visione.

Dati scolastici siciliani, la proposta non regge

In Sicilia, gli studenti con cittadinanza non italiana sono 30.174. Di questi, 5.263 frequentano la scuola dell'infanzia, 10.534 la primaria e 6.771 la secondaria di primo grado. La maggior parte, ovvero 22.568, si concentra nei primi cicli scolastici.

Questi numeri evidenziano come bambini e preadolescenti siano già profondamente integrati nel sistema educativo e sociale siciliano. L'idea di separarli in base alla cittadinanza viene definita una palese ingiustizia.

Ragusa, un esempio di impraticabilità

Rizza sottolinea come la proposta creerebbe classi «ghetto», negando il diritto all'inclusione costituzionalmente garantito. La situazione nella provincia di Ragusa è emblematica: l'incidenza di alunni stranieri è del 13%, oltre tre volte la media regionale del 4,1%.

Applicare un tetto del 30% in queste aree significherebbe dover ricollocare centinaia di studenti. Tuttavia, in molti comuni ragusani mancano plessi alternativi raggiungibili. Le sezioni esistenti sono già piene e le distanze rendono ogni spostamento impraticabile.

Integrazione, non divisione

Il sindacato evidenzia che il 53% degli studenti stranieri in Sicilia nel 2023/24 era nato in Italia, per un totale di circa 15.887 ragazzi. A Trapani, questa percentuale sale al 54,9%.

Questi giovani sono parte integrante della comunità scolastica, parlano italiano e sono cresciuti nel Paese. La Flc Cgil Sicilia ricorda che tra il 2018/19 e il 2023/24, gli studenti stranieri in Sicilia sono aumentati di oltre 8.700 unità (+40%), mentre quelli italiani sono diminuiti di oltre 11.000.

Più risorse per l'inclusione

La scuola siciliana necessita di maggiori risorse, personale, mediatori culturali e investimenti sull'integrazione. Misure divisive come il tetto proposto non farebbero altro che alimentare disuguaglianza e ostacolare il diritto allo studio.

«La scuola siciliana è già multiculturale», conclude Rizza. «La risposta non è alzare muri, ma costruire ponti: investire sull'integrazione, rafforzare l'organico e sostenere i territori più esposti. Questo è il vero interesse del Paese».

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