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A Torre Annunziata è iniziata la demolizione di Palazzo Fienga, per decenni base operativa del clan Gionta. L'area diventerà un parco urbano e una piazza dedicata alla legalità.

Palazzo Fienga, simbolo del potere criminale

Per cinquant'anni, Palazzo Fienga ha rappresentato il cuore pulsante del clan Gionta. Questa struttura era il luogo dove venivano prese decisioni cruciali, inclusa l'esecuzione di omicidi. Il clan Gionta ha dominato per lungo tempo Torre Annunziata e dintorni. La sua influenza criminale è stata tale da essere collegata anche all'assassinio del giornalista Giancarlo Siani.

Oggi segna un punto di svolta con l'avvio della demolizione di questo ex bunker. Al suo posto sorgerà un'area verde destinata a diventare un parco urbano. Verrà inoltre creata una piazza dedicata alla legalità, un forte messaggio di contrasto alla criminalità organizzata.

Quindici anni per un nuovo inizio

Sono trascorsi quindici anni dallo sgombero dell'edificio. L'operazione di liberazione si era conclusa il 15 gennaio 2015, dopo tre giorni di interventi. Da allora, il percorso verso la riqualificazione è stato complesso e prolungato. Le procedure burocratiche e gli interventi necessari hanno richiesto tempo.

L'intero progetto, che include sia la demolizione che la successiva realizzazione del parco e della piazza, avrà un costo complessivo di 12,3 milioni di euro. Questi fondi provengono interamente dallo Stato, con l'approvazione del Cipess ottenuta già da alcuni anni. Il cronoprogramma ha subito ritardi a causa della necessità di completare alcuni espropri di immobili interni allo stabile. Questi immobili appartenevano a soggetti non direttamente coinvolti nelle attività criminali.

La testimonianza di Paolo Siani

Paolo Siani, fratello del giornalista ucciso, ha espresso profonda emozione durante l'avvio della demolizione. Ha dichiarato: «Vorrei che Giancarlo lo vedesse». Giancarlo Siani, cronista de Il Mattino, fu assassinato a soli 26 anni per ordine del clan Gionta. Paolo Siani ha mostrato articoli scritti da suo fratello all'età di 23 anni, che già documentavano la situazione di Palazzo Fienga.

«Aveva scritto tutto, i 200 vani, una scuola materna ed oggi non c'è nulla», ha ricordato Paolo Siani. Ha poi precisato: «Oggi va giù un sito, non la camorra». Ha definito questo momento una «piccola rivincita» anche per Giancarlo. La vera sfida, secondo lui, è «convincere i mafiosi a non essere mafiosi». La demolizione è la caduta di un simbolo, ma la lotta alla criminalità deve proseguire con ancora maggiore intensità.

La proposta del Procuratore Melillo

Il Procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo, ha definito Palazzo Fienga «la sede sociale di un potere criminale protervio e sanguinario». Durante la cerimonia di demolizione, ha avanzato una proposta significativa. Considerando che l'area ospiterà un parco urbano e una piazza della legalità, Melillo ha suggerito di intitolare la piazza a Giancarlo Siani.

«Mi sembra strano che la legalità possa essere delimitata», ha affermato Melillo. L'intitolazione a Giancarlo Siani avrebbe un forte valore simbolico, legando la memoria della vittima alla rinascita del territorio. Questo gesto sottolineerebbe l'importanza della verità e della giustizia nella lotta contro la criminalità organizzata.

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