Nuova svolta nel caso dell'omicidio di Matilde Sorrentino a Torre Annunziata. Dopo condanne e annullamenti, Francesco Tamarisco è stato assolto dall'accusa di essere il mandante. Le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia hanno giocato un ruolo cruciale.
Assolto presunto mandante omicidio mamma coraggio
La Corte di Assise di Appello di Napoli ha pronunciato una sentenza di assoluzione per Francesco Tamarisco. L'uomo era accusato di aver orchestrato l'omicidio di Matilde Sorrentino. La vittima era diventata un simbolo di coraggio civile. Secondo gli inquirenti, Matilde Sorrentino fu assassinata per aver denunciato un giro di pedofilia. I fatti si svolsero nel rione Poverelli di Torre Annunziata, in provincia di Napoli.
Francesco Tamarisco aveva ricevuto due condanne all'ergastolo. La prima in primo grado, la seconda in appello. Tuttavia, la Corte di Cassazione aveva annullato la sentenza. Ha poi disposto un nuovo giudizio presso un'altra sezione della Corte di Appello. L'esecuzione materiale dell'omicidio, secondo le indagini, fu compiuta da Alfredo Gallo. Quest'ultimo è stato condannato in via definitiva all'ergastolo.
Pentito minacciato confermò dichiarazioni
Il collaboratore di giustizia Pietro Izzo ha interrotto la sua collaborazione con la giustizia. Ha dichiarato di aver subito minacce. Queste provenivano dall'ex reggente del clan Gionta, tramite videochiamate dal carcere. Pietro Izzo temeva per la sicurezza della sua famiglia. Successivamente, ha confermato la sua attendibilità riguardo all'omicidio di Matilde Sorrentino. Lo ha fatto con una lettera inviata al procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, in data 11 dicembre 2025.
Questi elementi sono emersi durante il secondo processo d'appello a Napoli. Il processo riguarda l'omicidio della donna, avvenuto il 26 marzo 2004. La vittima aveva denunciato un presunto giro di pedofilia nel rione Poverelli di Torre Annunziata. Le dichiarazioni di Pietro Izzo, acquisite dalla Corte, sono state fondamentali.
Dichiarazioni di Izzo e minacce subite
Nei verbali acquisiti dalla Corte, Pietro Izzo aveva fornito dettagli e nomi. Aveva raccontato le circostanze relative all'omicidio. La sostituto procuratrice generale, Stefania Buda, ha spiegato che Izzo decise poi di non collaborare più. A settembre 2025, il pluripregiudicato aveva riferito alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Aveva denunciato pesanti minacce ricevute da un altro detenuto. Si trattava di Valentino Gionta, 43enne, figlio di Ernesto e nipote del capoclan ergastolano Valentino Gionta senior.
Anche Francesco Tamarisco, secondo quanto riferito da Izzo agli inquirenti, era finito nel mirino del clan Gionta. La sostituto Buda ha ribadito la richiesta di condanna all'ergastolo per Tamarisco. Ha anche sostenuto l'utilizzabilità delle dichiarazioni di Pietro Izzo. Quest'ultimo aveva indicato proprio in Tamarisco il mandante dell'omicidio di Matilde Sorrentino.
Terza sentenza dopo ergastoli
La sentenza di assoluzione per Francesco Tamarisco rappresenta la terza decisione giudiziaria in questo caso. L'uomo era stato condannato all'ergastolo sia in primo che in secondo grado. La Cassazione aveva poi annullato queste condanne, rinviando il caso a Napoli per un nuovo esame. La vicenda giudiziaria si è protratta per anni, con colpi di scena e nuove acquisizioni probatorie. La figura di Matilde Sorrentino rimane un simbolo di coraggio. La sua denuncia ha scoperchiato un presunto giro illecito, pagandone con la vita.
Le indagini hanno cercato di ricostruire la catena di comando e responsabilità. Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia come Pietro Izzo sono state cruciali. Tuttavia, le minacce subite e il timore per la propria incolumità hanno complicato il percorso processuale. La Corte di Assise di Appello ha valutato attentamente tutte le prove e le testimonianze. La decisione finale ha portato all'assoluzione del presunto mandante.
La vicenda solleva interrogativi sulla protezione dei testimoni e dei collaboratori di giustizia. La paura di ritorsioni, anche da parte di detenuti, può compromettere il corso della giustizia. La figura di Matilde Sorrentino e il suo sacrificio continuano a essere ricordati. La sua denuncia ha avuto un impatto significativo, nonostante l'esito giudiziario per il presunto mandante.
Le persone hanno chiesto anche:
Chi era Matilde Sorrentino?
Matilde Sorrentino era una donna di Torre Annunziata, diventata un simbolo di coraggio civile. Fu assassinata nel 2004 per aver denunciato un presunto giro di pedofilia nel suo quartiere.
Perché Francesco Tamarisco è stato assolto?
Francesco Tamarisco è stato assolto dall'accusa di essere il mandante dell'omicidio di Matilde Sorrentino dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato le precedenti condanne all'ergastolo. Le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Pietro Izzo, sono state rivalutate nel corso del nuovo processo d'appello.
Questa notizia riguarda anche: