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La mostra di Davide Tranchina a Torino indaga il sottile confine tra ciò che vediamo e ciò che la fotografia può creare. L'artista bolognese presenta opere inedite e installazioni che sfidano la percezione.

Davide Tranchina: oltre l'apparenza visiva

L'artista Davide Tranchina presenta un'esplorazione visiva profonda. La sua ricerca indaga il rapporto tra l'immagine fotografica e la realtà percepita. Questo lavoro dura da oltre vent'anni. L'obiettivo è mettere in discussione la nostra comprensione di ciò che è fotografico.

La mostra si intitola «Light-years Away». È ospitata presso Camera - Centro Italiano per la Fotografia. Si trova nella Project Room. L'esposizione sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027. L'artista, nato nel 1972 a Bologna, crea immagini che sfidano il riconoscimento comune.

Opere che interrogano la percezione

Oggetti quotidiani, paesaggi naturali e fenomeni atmosferici diventano strumenti. Tranchina li trasforma. Li rende ambigui, sospesi tra l'esperienza diretta e l'invenzione artistica. Le sue opere combinano approcci diversi. Ci sono installazioni complesse. Queste mettono in relazione la fotografia con lo spazio espositivo.

Accanto a queste, troviamo immagini di piccolo formato. Non mancano le Polaroid. Questi lavori sono più vicini all'osservazione diretta. Entrambi gli approcci invitano a riflettere. Interrogano la natura stessa dell'immagine. Analizzano i meccanismi della nostra percezione visiva.

Un progetto site-specific e installazioni esterne

Per gli spazi di Camera, Tranchina ha creato un'opera inedita. È stata concepita specificamente per la Project Room. La mostra è curata da Walter Guadagnini. La collaborazione include la Galleria Studio G7 di Bologna. È previsto un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore.

Un evento speciale è in programma. Il 3 dicembre, alle 18:30, ci sarà un incontro. Parteciperanno l'artista Davide Tranchina e il curatore Walter Guadagnini. L'arte di Tranchina esce anche dagli spazi tradizionali. Il 30 ottobre inaugura «Apparent Horizons». Questa è un'installazione site-specific. Si trova presso Berberè Pizzeria. Fa parte di Binaria Centro Commensale del Gruppo Abele.

L'opera è composta da otto lightbox. È stata realizzata con il supporto di Berberè. Trasforma l'ambiente in una struttura luminosa. Invita gli spettatori a guardare oltre la dimensione quotidiana. Suggerisce un'idea di infinito. Questo progetto estende l'esperienza artistica oltre i muri della galleria.