Studenti del Politecnico di Torino manifestano contro la ricerca militare, chiedendo modifiche al regolamento etico. L'iniziativa mira a bloccare le collaborazioni con l'industria bellica.
Studenti contro la guerra e la ricerca bellica
Un gruppo di studenti ha organizzato un presidio questa mattina. La protesta si è svolta davanti al rettorato del Politecnico di Torino. L'obiettivo principale è esprimere dissenso contro la guerra. Si contesta inoltre il presunto coinvolgimento dell'industria bellica nell'ateneo.
Circa settanta persone hanno partecipato all'iniziativa. Questa è stata promossa dai collettivi Alter.Polis e Ohm. Anche l'Assemblea precari ha aderito alla mobilitazione. L'evento si è svolto in concomitanza con la riunione del Senato accademico.
Durante l'incontro si discutevano possibili modifiche al regolamento etico della ricerca. I giovani hanno chiarito la loro posizione. Sostengono che la ricerca bellica non debba avere spazio all'interno dell'istituzione. Ritengono che il sapere accademico non debba essere utilizzato per scopi lontani dalle reali necessità sociali. Hanno sottolineato il ruolo del Politecnico di Torino come leader nel settore dell'industria bellica.
Modifiche al regolamento etico della ricerca
I manifestanti hanno denunciato le intenzioni della governance dell'ateneo. Affermano che, anche a seguito di pressioni dal ministero della Difesa, si vorrebbero eliminare alcune clausole. Queste clausole limitano, seppur parzialmente, le collaborazioni con aziende del settore bellico. Attualmente, la ricerca a fini militari è consentita solo per la difesa dello Stato italiano.
I collettivi temono che queste modifiche possano vanificare gli sforzi di una mobilitazione iniziata due anni fa. La proposta di modificare il regolamento, approvato all'unanimità solo un anno prima, è vista come una sfiducia politica. Questo perché il Senato accademico è composto dagli stessi membri dell'anno precedente.
Il collettivo Alter.Polis ha evidenziato come, nell'ultimo anno, siano stati bloccati circa una decina di contratti. Non è noto il valore economico di questi accordi. Tuttavia, il numero appare esiguo se confrontato con i contratti totali stipulati annualmente dal Politecnico. Alcuni dei contratti interrotti erano proprio con il ministero della Difesa.
Dubbi sui contratti bloccati
I manifestanti sollevano dubbi sulla natura dei contratti bloccati. Il regolamento dell'anno precedente permetteva la ricerca militare solo nell'ambito della difesa. Ci si chiede come mai, nonostante le regole non fossero particolarmente stringenti, i contratti interrotti fossero apertamente orientati a scopi non legati alla difesa.
La protesta mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni accademiche. Si chiede maggiore trasparenza e coerenza nelle politiche di ricerca. L'obiettivo è evitare che il Politecnico di Torino diventi un centro di eccellenza per la produzione bellica. Si auspica invece un impegno maggiore verso una ricerca etica e socialmente utile.
Domande frequenti
Cosa chiedono gli studenti del Politecnico di Torino?
Gli studenti chiedono che non ci sia spazio per la ricerca bellica all'interno dell'ateneo. Si oppongono alle collaborazioni con l'industria bellica e temono modifiche al regolamento etico della ricerca che potrebbero favorire tali legami.
Qual è la posizione attuale del Politecnico sulla ricerca militare?
Attualmente, la ricerca a fini militari è permessa solo se finalizzata alla difesa dello Stato italiano. Gli studenti protestano contro le proposte di modifica che potrebbero allentare queste restrizioni.