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L'udienza d'appello bis per l'ex assessore regionale Roberto Rosso è stata rinviata al 10 giugno a Torino. La decisione è dovuta a incompatibilità dei giudici. L'accusa riguarda il voto di scambio politico-mafioso nell'ambito dell'inchiesta Fenice-Carminius.

Rinvio udienza per incompatibilità giudici

La Corte d'Appello di Torino ha fissato una nuova data per l'udienza. Il processo d'appello bis, che vede tra gli imputati Roberto Rosso, ex assessore regionale per Fratelli d'Italia, è stato posticipato al 10 giugno. L'accusa nei suoi confronti è di voto di scambio politico-mafioso.

La presidente della Corte, Alessandra Bassi, ha comunicato alle parti la necessità di modificare la composizione del collegio giudicante. Questa decisione è stata presa a causa di sopraggiunte incompatibilità di alcuni magistrati. La nuova udienza si svolgerà quindi con un collegio diverso.

Contesto dell'inchiesta Fenice-Carminius

Questo procedimento legale rappresenta uno dei filoni conclusivi dell'importante inchiesta denominata Fenice-Carminius. Tale indagine ha fatto luce sulla presenza della 'ndrangheta sul territorio piemontese. La Corte di Cassazione, nel mese di febbraio, aveva precedentemente annullato una sentenza d'appello.

Di conseguenza, era stato disposto un nuovo giudizio d'appello. Questo nuovo passaggio giudiziario è necessario per riesaminare la posizione di cinque persone coinvolte. Tra queste figura proprio Roberto Rosso.

Motivazioni dell'incompatibilità dei giudici

La presidente Alessandra Bassi ha chiarito in aula le ragioni precise delle incompatibilità. La stessa presidente ha avuto modo di occuparsi di alcune vicende collegate a questo fascicolo. Ciò è avvenuto nel corso di un procedimento giudiziario differente ma connesso.

Inoltre, un'altra giudice del collegio è risultata incompatibile. Nel 2019, quando ricopriva il ruolo di giudice per le indagini preliminari (gip), aveva autorizzato la proroga di alcune intercettazioni telefoniche. Queste intercettazioni sono rilevanti anche per il fascicolo in questione.

Accuse e condanne precedenti per Rosso

In precedenza, Roberto Rosso era stato condannato a una pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione. Secondo quanto sostenuto dalla Procura, l'ex assessore avrebbe stretto un accordo con due presunti boss mafiosi. Questo accordo sarebbe avvenuto in vista delle elezioni regionali del 2019. L'obiettivo era quello di ottenere promesse di voto.

Durante l'udienza odierna, il partito Fratelli d'Italia ha ufficialmente confermato la propria costituzione come parte civile nel processo. La formazione politica intende quindi partecipare attivamente al procedimento per ottenere un risarcimento.