Una donna di 73 anni è stata salvata al Maria Pia Hospital di Torino grazie a un complesso intervento cardiochirurgico per una dissezione aortica. L'operazione ha ripristinato la funzionalità dell'aorta e dei vasi cerebrali, permettendo un recupero completo.
Salvataggio d'urgenza per dissezione aortica
Una paziente di 73 anni è stata ricoverata d'urgenza presso il Maria Pia Hospital di Torino. La donna presentava una gravissima dissezione dell'aorta toraco-addominale. La sua condizione clinica era critica, con compromissioni sia emodinamiche che neurologiche. La dissezione interessava l'intera aorta, inclusi i vasi che irrorano il cervello. La paziente si trovava in uno stato di semi-incoscienza al momento del ricovero.
La struttura ospedaliera, accreditata con il servizio sanitario nazionale, fa parte della rete di emergenza-urgenza territoriale. La rapidità di intervento è stata fondamentale per la sopravvivenza della donna. La patologia aortica è infatti tempo-dipendente. L'immediata attivazione e preparazione della sala operatoria hanno fatto la differenza nel corso di questa emergenza medica.
Complesso intervento cardiochirurgico a cuore fermo
È stato eseguito un intervento cardiochirurgico di elevata complessità. La procedura è avvenuta in arresto di circolo e con cuore fermo. Per garantire l'ossigenazione cerebrale durante le fasi più delicate, è stata impiegata l'ipotermia moderata, mantenendo la temperatura corporea tra i 26 e i 28 gradi. Sono state utilizzate tecniche avanzate di perfusione cerebrale selettiva. L'operazione è stata condotta dal professor Davide Ricci, primario di cardiochirurgia dell'ospedale, e dalla sua qualificata équipe.
L'intervento ha comportato la riparazione della valvola aortica. È stata inoltre sostituita l'aorta ascendente e l'arco aortico. Una procedura di debranching ha permesso la sostituzione dei tronchi sovraortici. Questi includono il tronco anonimo e l'arteria carotide comune sinistra. Il professor Ricci ha spiegato che questo approccio consente di riposizionare i vasi cerebrali più vicino al cuore. Ciò ha permesso di gestire l'emergenza in modo efficace. Rappresenta anche una strategia per il futuro. Qualora la porzione residua di aorta dovesse dilatarsi, si potrà intervenire per via endovascolare. L'accesso tramite l'arteria femorale permetterebbe l'impianto di un'endoprotesi. Questo ridurrebbe significativamente il rischio di un nuovo intervento cardiochirurgico maggiore.
Team multidisciplinare e tecnologia avanzata
Il successo dell'operazione è stato reso possibile dal lavoro sinergico di un team multidisciplinare. Questo comprendeva cardiochirurghi, anestesisti, tecnici di perfusione e infermieri. La gestione della circolazione extracorporea e della perfusione cerebrale richiede competenze altamente specialistiche. È essenziale un coordinamento puntuale tra l'attività sul tavolo operatorio e il funzionamento della macchina cuore-polmone. Durante l'intervento, la paziente è stata supportata da un sistema di circolazione extra-corporea. Questo sistema è stato fornito da Eurosets, azienda leader nel settore biomedicale e parte di Gvm Care & Research.
Il decorso post-operatorio è stato complesso e prolungato. Questo è tipico delle sindromi aortiche acute. Tuttavia, la paziente si è risvegliata dall'intervento senza deficit neurologici. Dopo circa un mese e mezzo di riabilitazione cardiologica, seguita dal cardiologo Marco Ribezzo, è stata dimessa in buone condizioni generali. Attualmente, la donna prosegue con controlli periodici. Questi includono angio-TAC, ecocardiogramma ed elettrocardiogramma.
Fattori di rischio e prevenzione
Tra le possibili cause scatenanti dell'evento acuto vi sono l'ipertensione arteriosa e una preesistente ectasia dell'aorta ascendente. Quest'ultima è una patologia dilatativa che spesso rimane asintomatica. Una gestione terapeutica adeguata dei pazienti ipertesi è cruciale. La piena aderenza alle terapie prescritte riduce significativamente l'incidenza di eventi acuti. Tuttavia, non è possibile azzerare completamente il rischio. È fondamentale sottoporsi a screening periodici. Questi controlli clinici e strumentali, come elettrocardiogramma ed ecocardiogramma, sono importanti per la diagnosi precoce e la prevenzione.