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Il personale amministrativo della Procura di Torino ha scioperato per protestare contro le gravi carenze di organico. I magistrati hanno espresso solidarietà, sottolineando l'importanza del personale di supporto per l'efficienza del sistema giudiziario.

Carenze di organico paralizzano la giustizia

La Procura di Torino affronta una grave carenza di personale amministrativo. Questa situazione crea carichi di lavoro insostenibili per i dipendenti. I ritardi accumulati si traducono in processi più lenti. La tutela dei diritti dei cittadini ne risulta compromessa.

Il personale amministrativo ha deciso di manifestare il proprio dissenso. Uno sciopero di due ore è stato indetto per denunciare le criticità. I lavoratori si sono riuniti in presidio davanti al palazzo di giustizia. I servizi essenziali sono stati comunque garantiti da altri colleghi.

Magistrati esprimono solidarietà ai lavoratori

L'iniziativa ha visto la partecipazione attiva di diversi magistrati. Il procuratore capo, Giovanni Bombardieri, ha voluto manifestare il proprio sostegno. «Non possiamo essere in sciopero», ha spiegato, «ma siamo qui per esprimere solidarietà. Vogliamo testimoniare la fondatezza delle ragioni del personale».

Anche il procuratore aggiunto, Dionigi Tibone, ha ribadito il concetto. «Le vostre richieste sono anche le nostre», ha affermato. Ha paragonato la situazione a un motore senza carburante. «Senza il personale amministrativo noi siamo una macchina senza benzina».

Numeri e motivazioni dello sciopero

La scopertura dell'organico presso la Procura di Torino è stimata tra le 90 e le 100 unità. Molti dipendenti scelgono di trasferirsi verso altre amministrazioni pubbliche. Le motivazioni includono condizioni di lavoro migliori e trattamenti economici più vantaggiosi.

Nicoletta, delegata Rsu, ha sottolineato la necessità di un cambiamento. «Abbiamo bisogno di un cambiamento», ha dichiarato, «per rendere il servizio giustizia più efficace ed efficiente. È un tema che sta a cuore anche a noi».

Antonello, della Usb, ha evidenziato il sacrificio dei lavoratori. «I colleghi stanno rinunciando a due ore di stipendio», ha spiegato. Lo fanno per ottenere la possibilità di lavorare in serenità. Vogliono che gli sforzi collettivi portino a un servizio all'altezza del nome giustizia.

Risposta da Roma giudicata insufficiente

Durante il presidio, sono intervenuti anche rappresentanti sindacali. Tra questi, Fp-Cgil, Cisl Fp e Uil-Fpl. È giunta notizia da Roma dell'assegnazione di 137 impiegati amministrativi a Torino. Tuttavia, questi nuovi arrivi saranno distribuiti in tutti gli uffici giudiziari, non solo alla Procura.

Nazzareno Arigò, segretario generale Uil Fpl per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta, ha espresso insoddisfazione. «Se questa è la risposta», ha dichiarato, «è una risposta che non è efficace». Ha ribadito l'importanza della lotta per i diritti dei lavoratori.

«Siamo presenti», ha aggiunto, «perché oggi difendere i lavoratori della giustizia vuol dire difendere la democrazia». La mobilitazione mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. La richiesta è di interventi concreti per risolvere le criticità del sistema.