A Torino è stata inaugurata una nuova unità di Terapia Intensiva Coronarica all'ospedale San Giovanni Bosco. L'intervento, finanziato con fondi pubblici, mira a potenziare l'offerta sanitaria per il territorio.
Nuova terapia intensiva coronarica a Torino
L'ospedale San Giovanni Bosco di Torino ha un nuovo reparto. È stata inaugurata oggi una moderna unità di Terapia Intensiva Coronarica. La struttura si trova al settimo piano della struttura ospedaliera. Precedentemente, l'area ospitava un'ex cappella.
Il nuovo reparto dispone di dodici box. Ogni box è dotato di un sistema di ventilazione avanzato. Questo sistema garantisce pressione positiva e negativa individuale. L'allestimento è stato possibile grazie a finanziamenti mirati. I fondi provengono dal Piano Arcuri e dalla Regione Piemonte.
San Giovanni Bosco completamente rinnovato
Il direttore generale dell'Asl di Torino, Carlo Picco, ha sottolineato l'importanza dell'intervento. «Questo ospedale è stato completamente rinnovato tecnologicamente», ha dichiarato Picco. Il direttore ha aggiunto che la struttura è ora attrattiva per i migliori professionisti della regione. L'ospedale si rivolge al territorio più fragile di Torino. Serve anche l'AslTo 4.
Nel 2024, sono state eseguite 741 angioplastiche. Oltre la metà, precisamente 421 (il 51%), sono state effettuate all'interno dell'Asl. I dati includono interventi al San Giovanni Bosco e all'ospedale Maria Vittoria.
Investimenti per la sanità piemontese
Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti importanti figure istituzionali. Tra questi, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. C'erano anche il vicepresidente Maurizio Marrone. Presenti gli assessori alla Sanità, Federico Riboldi, e alle Attività Produttive, Andrea Tronzano.
Il presidente Cirio ha commentato positivamente la situazione sanitaria. «Per la prima volta il piano inclinato non è più verso il peggio, ma verso il meglio», ha affermato. Ha fatto riferimento a dati che indicano un'inversione di tendenza. Si registra un aumento del personale nella sanità pubblica. Sono aumentati anche i posti letto. «Non sono ancora sufficienti», ha ammesso Cirio, «ma per anni il segno è stato negativo. Oggi è positivo».
L'assessore Riboldi ha evidenziato il valore dell'intervento. «Stiamo dimostrando che c'è la presenza delle istituzioni», ha detto. Ha sottolineato che la sanità non rinuncia al proprio compito. Soprattutto nelle aree caratterizzate da fragilità sociale. «Più le zone sono caratterizzate da fragilità sociale, più noi andiamo a intervenire e investire», ha aggiunto Riboldi. Ha ringraziato per la «lungimiranza del nostro direttore» Carlo Picco.