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Matthias Martelli porta in scena "Lu Santo Jullàre Fran esco" al Teatro Gobetti di Torino dal 4 ottobre. Lo spettacolo, ispirato a Dario Fo, rilegge la figura di San Francesco con un approccio innovativo e attuale.

Matthias Martelli interpreta San Francesco

Il Teatro Gobetti di Torino si prepara ad accogliere uno spettacolo unico. Dal 4 ottobre al primo novembre, il palco ospiterà Matthias Martelli con «Lu Santo Jullàre Fran esco». Quest'opera teatrale, nata dalla mente di Dario Fo e Franca Rame, vede Martelli nel doppio ruolo di regista e interprete.

L'allestimento rappresenta un ponte tra due epoche distanti otto secoli. Entrambe le figure, quella di San Francesco e quella di Dario Fo, sono accomunate dalla capacità di sfidare il potere costituito. Hanno saputo dare voce agli emarginati e ai più deboli della società.

Debutto torinese e celebrazioni

La prima rappresentazione a Torino è fissata per domenica 4 ottobre, alle ore 19:30. Questa data coincide con la festività dedicata a San Francesco d'Assisi. L'evento segna anche l'inizio ufficiale della nuova stagione teatrale del Teatro Gobetti. Lo spettacolo è una co-produzione del Teatro Stabile di Torino e del Teatro Stabile dell'Umbria.

L'iniziativa si inserisce in un contesto di importanti celebrazioni. Si commemorano gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Inoltre, si ricordano i 100 anni dalla nascita di Dario Fo e i dieci anni dalla sua scomparsa. Questi anniversari sottolineano la rilevanza duratura delle figure omaggiate.

Un San Francesco ribelle e attuale

Il testo, concepito da Dario Fo dopo aver ricevuto il Premio Nobel, presenta San Francesco in una luce inedita. Non viene raffigurato come una figura sacra e inavvicinabile. Al contrario, emerge come un personaggio profondamente ribelle e radicale. La sua figura continua a stimolare riflessioni su temi universali.

Si affrontano questioni centrali come la povertà, la ricerca della pace e il complesso rapporto con le istituzioni di potere. Questi argomenti mantengono una forte attualità. Lo spettacolo invita il pubblico a interrogarsi sulla società contemporanea.

Martelli: un affresco di voci e linguaggi

Sul palco, Matthias Martelli si muove da solo, creando un vero e proprio affresco vivente. Attraverso una performance dinamica, dà vita a una molteplicità di personaggi e voci. L'attore alterna sapientemente momenti di grande comicità a passaggi intrisi di poesia. Non mancano la satira pungente e tocchi di grottesco.

Il linguaggio utilizzato nello spettacolo è un caleidoscopio di tradizioni linguistiche italiane. Si spazia dal dialetto lombardo-veneto a quello napoletano. Si esplorano le forme del volgare centro-italiano. Infine, viene impiegato il grammelot, la lingua inventata e distintiva di Dario Fo.

Un organismo vivente da abitare

Matthias Martelli descrive il testo come «un organismo vivente da abitare e interrogare». Non si tratta di un monumento statico da preservare. L'attore ha scelto di fondere le due versioni dell'opera originariamente scritte da Fo nel 1999 e nel 2014. Questa fusione crea un'esperienza teatrale più ricca e complessa.

Dopo le rappresentazioni a Torino, lo spettacolo «Lu Santo Jullàre Fran esco» intraprenderà un tour. Toccherà le principali città italiane, portando la lezione di Dario Fo a un pubblico sempre più vasto. La performance si distingue per un teatro fisico e popolare.

La figura di San Francesco viene trasformata in un personaggio quasi folle. Eppure, risulta profondamente attuale e riconoscibile per gli spettatori di oggi. Lo spettacolo offre una prospettiva fresca e coinvolgente.