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Una donna di 30 anni a Torino ha superato una gravissima patologia immunitaria, la GALD, che aveva causato la perdita del suo precedente figlio. Grazie a un team medico specializzato e a una terapia innovativa, sia la madre che il nuovo nato stanno bene.

Una sfida medica vinta al Sant'Anna di Torino

Una donna di 30 anni ha affrontato e superato una condizione medica estremamente rara. La sua gravidanza, conclusasi a giugno, ha rappresentato un successo notevole per i medici dell'ospedale Sant'Anna di Torino. La paziente era già madre di una bambina di 7 anni, Ludovica.

La sfida medica era legata a una grave forma di incompatibilità immunologica. Questa patologia, nota come GALD (Gestational Alloimmune Liver Disease), colpisce il fegato fetale. La GALD presenta un altissimo rischio di ripresentarsi nelle gravidanze successive, con percentuali che possono raggiungere il 90%. La donna aveva già vissuto un'esperienza drammatica nel luglio 2025, perdendo un altro bambino dopo soli tre giorni di vita a causa di questa malattia.

La patologia GALD e le sue implicazioni

Il sistema immunitario della madre, l'anno precedente, aveva prodotto anticorpi specifici. Questi anticorpi avevano attaccato le cellule epatiche del feto, portando alla tragica perdita. L'incidenza esatta della GALD non è ancora completamente nota. La diagnosi precoce durante la gravidanza risulta estremamente complessa, quasi impossibile. Per questo motivo, i medici hanno deciso di far nascere il bambino con due mesi di anticipo rispetto alla data prevista.

Quando una gravidanza è affetta da GALD, l'esito è quasi sempre infausto. Le opzioni sono limitate: l'interruzione spontanea della gestazione o la morte del neonato. L'unica speranza, in casi estremi, è un trapianto di fegato, ma solo se si riesce a intervenire tempestivamente. La reazione immunologica può essere paragonata ad altre condizioni note. Si pensi alla reazione tra una madre Rh negativo e un feto Rh positivo. Oppure al rigetto di un organo in un paziente trapiantato.

La terapia sperimentale e il successo

La letteratura scientifica indica una sola via terapeutica, tentata con successo limitato in centri esteri. Questa terapia prevede la somministrazione settimanale di immunoglobuline umane per via endovenosa alla madre. Il trattamento inizia dal terzo mese di gestazione e prosegue fino al termine. La direzione sanitaria del Sant'Anna, guidata dal direttore Umberto Fiandra, ha organizzato un team di esperti. L'équipe era composta da ginecologi specializzati in patologie ostetriche e neonatologi. La paziente, Federica, e il suo compagno, Luca, hanno intrapreso una nuova gravidanza alla fine del 2025. Da febbraio 2026, Federica ha iniziato la terapia endovenosa. Ha inoltre seguito un monitoraggio costante delle sue condizioni e di quelle del feto.

Il 23 giugno, Federica ha dato alla luce Filippo. Il parto è avvenuto con successo, segnando una vittoria contro una patologia così temibile. La nascita di Filippo rappresenta un faro di speranza per altre donne che affrontano sfide simili. La medicina, con la sua continua evoluzione, offre nuove possibilità anche nelle situazioni più critiche.

Domande frequenti sulla GALD

Cos'è la GALD e quali sono i rischi?

La GALD, o Gestational Alloimmune Liver Disease, è una rara patologia immunitaria che si verifica durante la gravidanza. Il sistema immunitario materno attacca le cellule epatiche del feto. Questo può portare a gravi complicazioni, inclusa la morte del feto o del neonato. Il rischio di ricorrenza in gravidanze successive è molto elevato, fino al 90%.

Come è stata trattata la paziente a Torino?

La paziente è stata seguita presso l'ospedale Sant'Anna di Torino. Ha ricevuto una terapia a base di immunoglobuline umane somministrate per via endovenosa settimanalmente. Questo trattamento è iniziato dal terzo mese di gravidanza ed è proseguito fino al termine. È stato inoltre effettuato un monitoraggio clinico continuo della madre e del feto. La nascita è avvenuta prematuramente, a due mesi dal termine previsto.