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La morte del boss mafioso Bernardo Pace nel carcere di Torino solleva interrogativi. La commissione antimafia chiede chiarimenti agli inquirenti.

Dubbi sulla morte del boss Bernardo Pace

Sulla morte del boss mafioso Bernardo Pace, avvenuta nel carcere delle Vallette a Torino il 16 marzo, persistono numerosi dubbi. Le circostanze, le modalità e il contesto del decesso sono ancora oggetto di indagine. Pace, 62 anni, è stato ritrovato privo di vita nella sua cella. Le prime ipotesi parlano di un gesto autolesionista.

La Procura di Torino ha aperto un'inchiesta per istigazione al suicidio. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Sparagna e dalla pm Laura Longo. La commissione parlamentare antimafia ha manifestato interesse per il caso. Ha richiesto l'audizione degli inquirenti torinesi per comprendere meglio gli sviluppi.

Il senatore Walter Verini del Partito Democratico ha dichiarato che l'audizione avverrà secondo le modalità ritenute più opportune. L'obiettivo è non interferire con le indagini in corso. La visita di una delegazione del PD al carcere delle Vallette ha ulteriormente acceso i riflettori sulla vicenda.

Le dichiarazioni dei politici e il passato del boss

Bernardo Pace era stato trasferito a Torino da poco tempo. Aveva ricevuto una condanna a 14 anni di carcere. In precedenza, era detenuto a Roma. Il boss è stato trovato con un cavo d'acciaio attorno al collo. Poche settimane prima del decesso, aveva iniziato a collaborare con la giustizia.

Le sue dichiarazioni riguardavano presunte alleanze tra esponenti di Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra. Per queste vicende era stato condannato. La Procura di Milano, che aveva competenza sulle vicende di Pace, lo aveva sentito in audizione per due volte. Durante gli interrogatori, il boss aveva fatto nomi e cognomi di politici ritenuti collusi con la criminalità organizzata.

Pace soffriva di una grave malattia oncologica. Negli ultimi tempi, aveva rifiutato il cibo. Sperava di poter scontare la pena rimanente fuori dal carcere, a causa delle sue condizioni di salute precarie. Molti, specialmente a Milano, dove le sue vicende erano state a lungo investigate, faticano a credere all'ipotesi di un gesto volontario.

La visita al carcere e le condizioni delle Vallette

Oltre al senatore Walter Verini, la delegazione del Partito Democratico che ha visitato il carcere delle Vallette includeva il senatore Andrea Giorgis e Davide Mattiello. Quest'ultimo è responsabile del dipartimento legalità del PD. Hanno sottolineato come molti aspetti della vicenda rimangano ancora da chiarire.

Verini ha affermato che un detenuto come Pace, che aveva intrapreso un percorso di collaborazione, dovesse essere tutelato in ogni modo possibile. «Non si può e non si deve morire in carcere», ha aggiunto.

I rappresentanti politici non hanno potuto accedere alla cella di Pace, attualmente sotto sequestro. Hanno però visitato le celle adiacenti. Secondo Giorgis, l'intera struttura necessita di urgenti interventi di manutenzione. Ha evidenziato la carenza di circa 200 agenti di polizia penitenziaria, sottolineando come il personale sia chiamato a responsabilità superiori alle proprie dotazioni.

Nelle scorse settimane, gli inquirenti hanno raccolto le testimonianze del personale che ha rinvenuto il corpo di Pace. Sul corpo è stata eseguita l'autopsia per accertare le cause esatte del decesso.