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Una donna di 50 anni ha recuperato la mobilità della gamba grazie a un intervento chirurgico pionieristico al CTO di Torino. La procedura ha combinato la rimozione di un tumore con il trasferimento di nervi, ripristinando la funzione motoria e riducendo il dolore.

Chirurgia avanzata ripristina funzione motoria

Un complesso intervento chirurgico ha permesso a una paziente di 50 anni di recuperare l'uso della gamba. L'operazione è avvenuta presso l'ospedale CTO di Torino. La donna aveva subito la rimozione di un tumore. Successivamente, è stato eseguito un trasferimento di nervi. Questo ha ripristinato la capacità di movimento dell'arto inferiore.

Dopo alcuni mesi, la paziente ha mostrato un significativo recupero. Ha riacquistato parte della forza muscolare. Ora cammina in modo autonomo, con un supporto per il piede. La Città della Salute ha comunicato questi risultati positivi. La donna ha anche visto una diminuzione del dolore neuropatico. Questo tipo di dolore è una possibile conseguenza di lesioni nervose.

Tecniche specialistiche per casi complessi

L'azienda sanitaria ha sottolineato l'importanza di queste tecniche altamente specialistiche. Esse offrono una concreta possibilità di recupero. Questo è particolarmente vero per pazienti oncologici ad alto rischio di disabilità. La gestione di questi casi richiede un'attenta valutazione multidisciplinare. Non tutte le lesioni del plesso lombosacrale sono trattabili con la stessa metodologia. I tempi di recupero neurologico e funzionale sono spesso prolungati.

La malattia diagnosticata era un MPNST. Si tratta di un tumore maligno che colpisce la guaina dei nervi periferici. Il tumore si era sviluppato nella regione lombosacrale. Questa area è cruciale per il movimento e la sensibilità degli arti inferiori. La rimozione ha comportato l'asportazione in blocco di radici nervose e parte dei muscoli. È stato necessario anche un impianto in carbonio collegato alla colonna vertebrale.

Il nerve transfer: un 'cambio di collegamento'

La ricostruzione microchirurgica è stata eseguita tramite nerve transfer. Questa tecnica avanzata è stata descritta come un 'cambio di collegamento' nel sistema nervoso. Funziona quando un nervo non riesce più a inviare comandi a un muscolo. Un nervo funzionante viene trasferito e collegato al circuito interrotto. L'obiettivo è ripristinare il movimento.

Nel caso specifico, alcuni rami del nervo sciatico sono stati reindirizzati. Sono stati collegati al territorio del nervo femorale. Questo ha permesso di riattivare la funzionalità muscolare. La procedura è stata pianificata e realizzata da un team di esperti. Hanno collaborato microchirurghi e neurochirurghi. La collaborazione tra diverse specializzazioni è stata fondamentale.

Una nuova frontiera della chirurgia a Torino

Il direttore generale della Città della Salute, Livio Tranchida, ha commentato l'intervento. Lo ha definito una «nuova frontiera della chirurgia». Ha elogiato i professionisti dell'ospedale. Ha evidenziato l'efficacia della tecnica di ultima generazione. Ha sottolineato la risoluzione di un caso di rara difficoltà. Questo successo dimostra le capacità dell'ospedale nel gestire patologie complesse.

L'équipe neurochirurgica oncologica comprendeva Diego Garbossa, Fabio Cofano, Nicola Marengo e Francesca Rizzo. La parte ricostruttiva è stata gestita dal microchirurgo Paolo Titolo con i neurochirurghi Francesca Vincitorio e Leonardo Bradaschia, in collaborazione con Bruno Battiston. La sinergia tra i reparti ha garantito il successo dell'intero percorso terapeutico.