Torino: Don Ciotti, memoria vittime mafia non va in prescrizione
Don Luigi Ciotti, a margine della Giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti delle mafie a Torino, ha ribadito con forza che la memoria delle ingiustizie subite non può e non deve andare in prescrizione. Ha sottolineato come l'omertà continui a ostacolare la verità, la speranza e la giustizia per i familiari delle vittime.
Don Ciotti: "L'omertà uccide verità, speranza e giustizia"
Le parole di don Luigi Ciotti risuonano forti in piazza Vittorio Veneto a Torino. Il sacerdote, figura di spicco nella lotta alla criminalità organizzata, ha partecipato alla Giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Ha evidenziato la sofferenza dei familiari, molti dei quali ancora ignari della verità sui propri cari. La sua denuncia si concentra sull'omertà, un silenzio complice che mina le fondamenta della giustizia.
«L'omertà uccide la verità ma anche la speranza e la giustizia», ha affermato don Ciotti. Ha sottolineato come il diritto alla verità sia fondamentale. Per ottenerla, è necessario un impegno collettivo. Ognuno deve fare la propria parte per scuotere le coscienze. La memoria, ha ribadito, non può essere soggetta a prescrizione. Questo concetto è centrale nel suo messaggio.
Il sacerdote ha definito il dato dell'80% di familiari che non conoscono la verità come «impressionante». L'Italia, culla di civiltà, non può permettersi di ignorare queste storie. La sua organizzazione, Libera, lavora incessantemente per portare alla luce queste verità nascoste. L'impegno si estende alle scuole e ai territori, raggiungendo ogni angolo della società.
Libera: un impegno globale contro le mafie
L'azione di Libera non si limita ai confini italiani. L'organizzazione ha esteso la sua presenza in tutta Europa, in America Latina e in ben 22 Stati dell'Africa. Questo radicamento globale dimostra la portata del problema e la necessità di un fronte unito. L'esperienza italiana ha «contagiato positivamente» altre realtà, ispirando movimenti simili in tutto il mondo.
Don Ciotti ha ricordato un importante incontro avvenuto a Torino il 13 febbraio. Rappresentanti di tutte le conferenze episcopali europee si sono riuniti per discutere del tema della criminalità e delle mafie. Un evento impensabile solo pochi anni fa, che testimonia la crescente consapevolezza e l'urgenza di affrontare questo fenomeno.
«Ora bisogna però scuotere la gente, le persone», ha insistito don Ciotti. Ci sono momenti nella vita in cui il silenzio diventa una colpa. Parlare, invece, diventa un obbligo morale e una responsabilità civile. Di fronte alla violenza, all'illegalità, alla corruzione e alle mafie, il silenzio non è un'opzione.
La lotta contro le mafie è una responsabilità educativa e culturale. Richiede anche politiche sociali mirate. Don Ciotti ha voluto rendere omaggio al lavoro di magistrati e forze di polizia. Molti di loro sono stati uccisi dalla mafia proprio per aver svolto il loro dovere fino in fondo. Il loro sacrificio non deve essere dimenticato.
La memoria come antidoto alla criminalità
La Giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, celebrata a Torino, assume un significato profondo. Non si tratta solo di commemorare, ma di agire. L'obiettivo è mantenere viva la memoria delle vittime, affinché le loro storie non vengano cancellate dal tempo o dall'indifferenza. La memoria è uno strumento potente per contrastare la cultura mafiosa.
Il messaggio di don Luigi Ciotti è un appello alla responsabilità individuale e collettiva. Ogni cittadino ha un ruolo da svolgere nel costruire una società più giusta e libera. La lotta contro le mafie richiede un impegno costante e una ferma volontà di non dimenticare. La prescrizione, applicata alla memoria, significherebbe una vittoria per chi vuole nascondere le proprie colpe.
La presenza di delegazioni da altri paesi del mondo testimonia la risonanza internazionale di questa battaglia. L'Italia, purtroppo, ha una lunga storia di lotta contro le mafie. Ma proprio da questa esperienza può nascere una speranza per il mondo intero. La condivisione di buone pratiche e la solidarietà sono essenziali.
Il sacerdote ha sottolineato come la Chiesa cattolica stia prestando sempre più attenzione a questi temi. L'incontro delle conferenze episcopali europee ne è una prova concreta. Questo coinvolgimento istituzionale è fondamentale per rafforzare l'azione contro la criminalità organizzata.
«Noi di fronte la violenza, l'illegalità, la corruzione, le mafie non dobbiamo tacere», ha concluso don Ciotti. La sua voce si unisce a quella di tante altre persone che ogni giorno combattono per la giustizia. La memoria delle vittime è un faro che illumina il cammino verso un futuro più equo. La lotta continua, con la forza della verità e della solidarietà.