Cronaca

Torino: Don Ciotti critica la politica, "non tiene il passo"

21 marzo 2026, 12:35 5 min di lettura
Torino: Don Ciotti critica la politica, "non tiene il passo" Immagine generata con AI Torino
AD: article-top (horizontal)

Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, ha espresso forte critica verso la classe politica italiana durante un evento a Torino. Ha lamentato una sostanziale stagnazione nelle decisioni riguardanti il consenso, evidenziando passi indietro anziché progressi concreti. Le sue parole risuonano come un appello alla responsabilità e all'azione.

Don Ciotti: "La politica arranca, passi indietro sul consenso"

Don Luigi Ciotti, figura di spicco nella lotta alla criminalità organizzata e fondatore dell'associazione Libera, ha lanciato un severo monito alla politica italiana. Le sue dichiarazioni sono giunte dal palco di Torino, dove si celebrava la Giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti di mafia.

Il sacerdote ha evidenziato una profonda insoddisfazione per l'attuale stato delle cose. «La politica arranca e non tiene il passo», ha affermato con fermezza. Il riferimento specifico è al tema del consenso, un ambito in cui, secondo Ciotti, si attendevano progressi significativi. «Pensavamo ci fosse un accordo», ha spiegato, «ma invece che andare avanti si fanno passi indietro.»

Questa constatazione è stata definita «inaccettabile» dal fondatore di Libera. La sua critica non si limita a una generica lamentela, ma punta il dito contro una presunta incapacità della classe dirigente di tradurre le buone intenzioni in azioni concrete e misurabili.

Giornata vittime mafia: un appello da Torino

L'intervento di Don Ciotti si inserisce nel contesto della Giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti di mafia. Questa ricorrenza, celebrata ogni anno il 21 marzo, assume un significato particolare nel capoluogo piemontese. La scelta di Torino come sede per le celebrazioni sottolinea l'importanza di mantenere viva la memoria e di rinnovare l'impegno civile contro ogni forma di illegalità.

La piazza torinese si è animata con la presenza di numerosi partecipanti, uniti dal desiderio di onorare coloro che hanno perso la vita a causa della mafia. Il corteo di Libera ha rappresentato un momento di forte coesione sociale e di testimonianza. La presenza di Don Ciotti sul palco ha conferito ulteriore autorevolezza alle iniziative promosse.

Le parole del sacerdote, sebbene focalizzate sulla questione del consenso, risuonano in un contesto più ampio di lotta per la giustizia e la legalità. L'associazione Libera, fondata nel 1995, opera su tutto il territorio nazionale per promuovere una cultura della legalità e per sostenere le vittime di mafia.

Il contesto politico: critiche e aspettative

Le affermazioni di Don Ciotti giungono in un momento di particolare fermento politico. Le dichiarazioni sono state riportate dall'agenzia ANSA il 21 marzo 2026. La critica sulla lentezza della politica nel rispondere alle esigenze della società è un tema ricorrente nel dibattito pubblico italiano.

La questione del «consenso» a cui fa riferimento Don Ciotti potrebbe riguardare diversi ambiti. Potrebbe alludere alla difficoltà nel raggiungere un accordo su riforme legislative importanti, o alla gestione delle dinamiche sociali che richiedono un ampio consenso popolare. La percezione di un arretramento, anziché di un progresso, è un segnale preoccupante per chi opera sul campo.

Le parole di Don Ciotti invitano a una riflessione profonda sulla capacità della politica di interpretare e rispondere alle istanze dei cittadini. L'associazione Libera, con la sua opera quotidiana, rappresenta un termometro della società civile, capace di cogliere le sfumature e le criticità che spesso sfuggono ai palazzi del potere.

Libera: un impegno costante contro la mafia

L'associazione Libera, guidata da Don Luigi Ciotti, è un punto di riferimento fondamentale nella lotta alla mafia. Nata dall'esigenza di dare voce e sostegno alle vittime, si è poi ampliata per includere un'ampia gamma di attività. Queste spaziano dalla promozione della cultura della legalità nelle scuole, all'utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

La Giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti di mafia è uno degli appuntamenti più significativi organizzati da Libera. Essa serve a non dimenticare i sacrifici di chi ha lottato per la giustizia, spesso pagando con la propria vita. La memoria diventa così uno strumento per costruire un futuro diverso.

L'intervento di Don Ciotti a Torino, in questa giornata solenne, assume un peso ancora maggiore. La sua critica alla politica non è un attacco fine a sé stesso, ma un richiamo alla responsabilità e all'urgenza di agire. La società civile, rappresentata da Libera, chiede alla politica di essere all'altezza delle sfide che il Paese si trova ad affrontare.

Le reazioni e il futuro dell'impegno civile

Sebbene l'articolo originale non riporti reazioni specifiche alle dichiarazioni di Don Ciotti, è facile immaginare che le sue parole abbiano suscitato dibattito. La critica di una figura così rispettata come il fondatore di Libera non può essere ignorata facilmente.

La politica italiana è spesso chiamata a confrontarsi con la lentezza dei processi decisionali e con la difficoltà nel raggiungere un consenso ampio e duraturo su temi cruciali. La denuncia di Don Ciotti evidenzia come questa dinamica possa avere ripercussioni negative, soprattutto in settori sensibili come quello della lotta alla criminalità e della promozione della giustizia sociale.

Il futuro dell'impegno civile in Italia dipenderà anche dalla capacità delle istituzioni di ascoltare e rispondere a voci come quella di Don Ciotti. La speranza è che le sue parole possano fungere da catalizzatore per un rinnovato slancio politico, volto a superare l'inerzia e a intraprendere azioni concrete per il bene del Paese. La memoria delle vittime innocenti di mafia, celebrata a Torino, merita una politica che non solo ricordi, ma che agisca con determinazione.

AD: article-bottom (horizontal)