Torino registra una crescita economica inferiore rispetto ad altre province piemontesi, secondo il Rapporto Rota 2026. Nonostante segnali positivi come l'aumento delle medie imprese, la città mostra una stagnazione del valore aggiunto pro capite.
Crescita economica torinese sotto la media regionale
La città di Torino mostra segnali di crescita economica meno marcati rispetto ad altre province del Piemonte. Questo dato emerge dal Rapporto Giorgio Rota 2026. Il documento, intitolato 'Torino, il decennio decisivo', mette in luce le performance economiche del territorio.
Il Piemonte, nel suo complesso, ha accumulato una crescita reale di circa 12 punti percentuali in quasi 30 anni. Questo dato è significativamente inferiore ai 27 punti percentuali registrati dalla Lombardia nello stesso arco temporale.
Analizzando il capoluogo piemontese, il valore aggiunto pro capite è aumentato di soli 188 euro in 15 anni. Al contrario, città come Milano hanno visto un incremento di quasi 10mila euro, mentre Bologna ha registrato un aumento di circa 6mila euro.
Il rapporto precisa che non si tratta di un vero e proprio declino per Torino. Piuttosto, viene descritta una situazione di immobilità economica. A livello regionale, la provincia torinese rimane l'economia più grande del Piemonte. Tuttavia, il periodo tra il 2008 e il 2023 ha visto una traiettoria di crescita quasi piatta, pari allo 0,5%.
Altre province piemontesi hanno mostrato performance più dinamiche. Tra queste, Cuneo si distingue per una maggiore vitalità economica. Questo divario suggerisce sfide specifiche per il capoluogo regionale.
Le medie imprese e la trasformazione industriale
Uno degli autori del rapporto, l'economista Giuseppe Russo, offre una chiave di lettura per questa situazione. Egli sottolinea come l'economia torinese sia stata storicamente legata a una grande industria molto forte. Questa struttura economica sta attraversando una fase di profonda trasformazione.
La trasformazione comporta la nascita di nuove opportunità e la diversificazione dei settori economici. Questo processo è in atto anche a Torino. Tuttavia, la velocità con cui questo cambiamento sta avvenendo non è sufficiente per permettere alla città di superare le performance delle altre province piemontesi.
Un altro tema centrale riguarda le medie imprese. La loro densità a Torino risulta inferiore rispetto ad altre province italiane. Nonostante ciò, Russo evidenzia un aspetto positivo: queste medie imprese stanno registrando una crescita rapida.
Questo dato suggerisce un potenziale di sviluppo futuro. La capacità di queste realtà di espandersi potrebbe contribuire a rivitalizzare l'economia locale. La loro crescita rappresenta una notizia incoraggiante per il territorio.
L'impatto della polarità di Milano sul terziario
Il rapporto analizza anche il settore del terziario. Storicamente, Torino esercitava un forte effetto capoluogo. Questo generava una significativa domanda di servizi nel settore terziario.
Oggi, si osserva una crescente polarità di Milano. Il capoluogo lombardo sta attirando la domanda di servizi. Questa attrazione non proviene solo dalla Lombardia, ma anche dal resto del Piemonte e, in parte, da Torino stessa.
Questa tendenza rappresenta una sfida importante per l'economia torinese. La perdita di domanda nel settore terziario potrebbe avere ripercussioni sull'occupazione e sul tessuto economico cittadino. Russo afferma che questo è un tema che necessita di essere affrontato con urgenza.
La capacità di Torino di mantenere e attrarre flussi economici nel settore dei servizi sarà cruciale per il suo futuro sviluppo. La competizione con centri urbani più grandi e dinamici come Milano richiede strategie mirate. L'analisi del rapporto fornisce spunti importanti per definire queste strategie.
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