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Richiesta di assoluzione per cinque persone accusate di associazione per delinquere legata a scritte No Vax a Torino. La difesa invoca il contesto storico e la mancanza di prove concrete.

Richiesta di assoluzione per attivisti No Vax

La difesa ha sollecitato l'assoluzione per i cosiddetti "guerrieri" No Vax.

L'accusa di associazione per delinquere è stata ritenuta insussistente.

Si è chiesto di considerare il periodo storico in cui sono maturati i fatti.

L'avvocato difensore Alessandro Dimauro ha presentato la richiesta in tribunale a Torino.

Il processo si è svolto con rito abbreviato e a porte chiuse.

Gli imputati sono cinque persone legate ai Vi-Vi.

Questa sigla è associata a scritte contro l'obbligo vaccinale.

Le scritte sono comparse in città e provincia tra il 2021 e il 2024.

In precedenza, la pubblica accusa aveva richiesto pene detentive.

Le richieste variavano da due anni a un anno e quattro mesi di reclusione.

Una persona era stata richiesta a un anno e un mese.

Il Comune di Torino si è costituito parte civile.

Il danno richiesto dal Comune ammonta a circa 25 mila euro.

Contesto storico e prove dell'accusa

La procura ipotizza un'associazione per delinquere.

Lo scopo sarebbe stato l'imbrattamento di spazi pubblici.

I difensori contestano la paternità delle scritte agli imputati.

Non ci sarebbero prove concrete che li colleghino agli imbrattamenti.

L'avvocato Dimauro ha sottolineato il contesto di allora.

Ha parlato di restrizioni a diritti e libertà costituzionali.

Ha descritto la situazione come uno "stato di polizia".

Una delle argomentazioni difensive è chiara.

I Vi-Vi non avrebbero impedito le vaccinazioni.

La loro azione si sarebbe limitata alla diffusione di un messaggio.

L'obiettivo era sensibilizzare l'opinione pubblica.

La difesa mira a dimostrare l'assenza di un'associazione a delinquere.

Le richieste della difesa e le posizioni

La richiesta principale è l'assoluzione per tutti gli imputati.

Si invoca la mancanza di prove per l'accusa di associazione per delinquere.

Si chiede inoltre di valutare il contesto storico e sociale.

Il periodo tra il 2021 e il 2024 è stato caratterizzato da forti tensioni.

Le restrizioni imposte hanno generato dibattiti accesi.

La difesa sostiene che le azioni degli imputati rientrino in questa cornice.

Non si configurerebbe quindi un reato di associazione per delinquere.

La loro intenzione sarebbe stata quella di esprimere un dissenso.

Non quella di creare un'organizzazione criminale.

Il processo proseguirà con ulteriori discussioni.

La sentenza attende le decisioni del tribunale.

Si attendono sviluppi su questo caso che tocca temi sensibili.