Un attivista trans è stato aggredito fisicamente a Torino per il suo zaino arcobaleno. L'episodio, accompagnato da insulti omofobi, ha suscitato la ferma condanna delle autorità locali e regionali.
Aggressione omofoba in centro a Torino
Un volontario del Torino Pride ha subito un'aggressione fisica nel centro di Torino. L'incidente è avvenuto mentre l'attivista si stava allontanando da un evento del festival cinematografico Lovers Film Festival. Un gruppo di giovani, prevalentemente adolescenti, ha iniziato a rivolgere insulti omofobi nei suoi confronti. Il motivo scatenante sembra essere stato il suo zainetto con i colori dell'arcobaleno.
Uno dei ragazzi, descritto come particolarmente aggressivo, si è avvicinato all'attivista. Con urla, gli ha sferrato uno schiaffo al volto. L'aggressione è stata rapida, durata pochi istanti. L'attivista, sebbene non abbia reagito fisicamente, ha dichiarato di sentirsi bene ma profondamente turbato dall'accaduto. I suoi amici hanno fermato l'aggressore, riconoscendo la gravità del suo gesto. Questo evento sottolinea la persistente necessità di combattere l'odio e la discriminazione.
Reazioni istituzionali all'aggressione
La notizia dell'aggressione ha rapidamente suscitato reazioni da parte delle figure istituzionali. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha espresso la piena solidarietà della città al volontario. Ha definito l'episodio inaccettabile, ribadendo l'impegno di Torino nel promuovere il rispetto e la tutela dei diritti per tutti. La città non tollera manifestazioni di violenza e intolleranza.
Anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha condannato fermamente l'aggressione. Ha espresso vicinanza al volontario, definendo il Piemonte una terra di rispetto e diritti. Ha ricordato l'istituzione di un fondo regionale per fornire assistenza legale alle vittime di discriminazione e violenza. Queste parole rafforzano il sostegno alle minoranze e la lotta contro ogni forma di prevaricazione.
Appelli contro l'indifferenza e la discriminazione
Vladimir Luxuria, direttore artistico del festival, ha commentato l'accaduto con amarezza. Ha evidenziato la mancanza di una legge specifica contro l'omofobia, sottolineando come un giurato del festival ne sia rimasto vittima. Luxuria ha criticato l'indifferenza della politica di fronte a episodi così gravi di discriminazione e intimidazione, definendola «nera e buia».
Anche Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, e Carlo Chatrian, direttore, hanno espresso il loro sconcerto. Hanno definito inaccettabile che tali eventi accadano nel 2026, specialmente in una città come Torino, da sempre attenta ai diritti di ogni individuo. L'episodio solleva interrogativi sulla percezione e l'applicazione dei diritti civili nella società contemporanea.