Le opposizioni piemontesi sollevano seri dubbi sulla gestione finanziaria della sanità regionale, evidenziando un crescente deficit e tagli a servizi essenziali.
Allarme rosso per i conti sanitari piemontesi
La situazione finanziaria della sanità in Piemonte desta profonda preoccupazione. Le forze di opposizione hanno espresso forte allarme riguardo alla tenuta dei conti del sistema sanitario regionale. Le critiche si concentrano su un deficit in costante aumento e sulle conseguenti politiche di contenimento della spesa.
Gianna Pentenero, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, ha sottolineato come i tagli colpiscano settori vitali. Questi interventi mirano a sanare il debito delle aziende sanitarie locali. La preoccupazione è palpabile tra le fila dell'opposizione.
Tagli e disavanzi: il quadro della sanità regionale
I tagli previsti interessano aree cruciali per la vita dei cittadini. Si parla di interventi che riguardano il diritto allo studio, i trasporti e la valorizzazione delle risorse idriche. Non vengono risparmiati nemmeno i soggetti fragili, per i quali si temono ripercussioni negative.
Daniele Valle, anch'egli esponente del PD, ha fornito dati allarmanti. Il risultato di gestione del sistema sanitario regionale è passato da un disavanzo di -159,56 milioni nel 2023 a una previsione di -209,8 milioni per il 2025. Questo significa un aumento del passivo del 25% in soli due anni.
Alice Ravinale, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, ha evidenziato come i tagli inizialmente previsti per 18 milioni siano lievitati fino a 117 milioni. La situazione è descritta come di «chiara tensione economica finanziaria», con una contabilità che non quadra e un passivo delle Aziende Sanitarie Locali in continua crescita.
Strategie di recupero e promesse di assestamento
Per far fronte a questo deficit, si punta a recuperare circa 96 milioni di euro attraverso crediti vantati dalle ASL. Questi fondi dovrebbero rientrare nelle casse regionali. Un'altra misura prevede il rinvio del pagamento di rate di mutui relativi al conto capitale.
Durante una seduta della commissione Bilancio, gli assessori Vignale, Riboldi, Marrone, Bussalino e Tronzano sono stati sollecitati a presentare entro giugno un assestamento di bilancio. L'obiettivo è ripristinare le risorse necessarie e garantire che i tagli non abbiano effetto immediato, dato che la disponibilità di bilancio per tali interventi è prevista solo nella seconda parte dell'anno.
Critiche sull'immobilismo e manovre poco trasparenti
Sarah Disabato, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha definito la promessa di rivedere le somme tra quattro mesi un chiaro segnale di immobilismo. Ha inoltre criticato la gestione delle liste di attesa e il miglioramento dei percorsi di cura per specifiche patologie.
Alberto Unia, sempre del M5S, ha accusato la Giunta di aver tentato di ingannare l'opposizione. Un provvedimento inizialmente presentato come semplice assestamento del bilancio sanitario si è rivelato una manovra più ampia, passata quasi inosservata.
Vittoria Nallo, consigliera regionale di Italia Viva - Stati Uniti d'Europa, ha quantificato in 193 milioni le risorse sottratte a trasporti, studenti e welfare per coprire il buco della sanità. Ha definito questa manovra un «ennesimo pagherò firmato sulla pelle dei cittadini», criticando la scelta di definire «congelamento» ciò che in realtà rappresenta un ulteriore onere per la collettività.