Cronaca

Progetto Casa: affido e adozione, un aiuto per i minori

17 marzo 2026, 20:45 6 min di lettura
Progetto Casa: affido e adozione, un aiuto per i minori Immagine da Wikimedia Commons Torino
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Il progetto Casa mira a rafforzare l'affido e l'adozione di minori in Piemonte, affrontando il preoccupante aumento dei bambini in comunità rispetto alle famiglie. L'iniziativa, supportata dal Ministero del Lavoro, prevede eventi, mostre e attività scolastiche.

Progetto Casa: un ponte verso nuove famiglie

È stato presentato ufficialmente a Torino il progetto denominato Casa. Questa iniziativa si propone di creare un sistema più efficace per promuovere l'affido e l'adozione di minori. L'obiettivo è chiaro: trovare una famiglia per ogni bambino che ne abbia necessità. La sintesi è stata offerta da Cristina Riccardi, rappresentante del Forum delle associazioni familiari. La sua dichiarazione sottolinea l'urgenza di garantire un ambiente familiare ai più piccoli, sia temporaneamente che in modo permanente.

Il progetto Casa (Comunità, alleanze e solidarietà per l'accoglienza) nasce dalla volontà di creare un dialogo costruttivo. Questo dialogo coinvolge enti locali, istituzioni scolastiche, servizi sociali e altre realtà del territorio. L'intento è quello di rafforzare le reti di supporto. Si vuole costruire un sistema capace di offrire risposte concrete ai bambini e ai ragazzi che si trovano in situazioni di fragilità. La collaborazione tra diverse parti è fondamentale per raggiungere questi obiettivi ambiziosi.

L'iniziativa è finanziata dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Ha una durata prevista di 18 mesi. Il Forum delle associazioni familiari agisce come capofila del progetto. È affiancato da un gruppo di 11 associazioni partner. Queste collaborazioni amplificano l'impatto delle azioni intraprese. La sinergia tra le diverse realtà è un pilastro portante del progetto Casa.

Dati allarmanti: minori in comunità vs. affido

I dati presentati durante l'evento a Torino evidenziano una situazione preoccupante. Sono stati citati i numeri contenuti nel quaderno della ricerca sociale numero 66. Questi dati, aggiornati al 31 dicembre 2024, mostrano un trend in controtendenza rispetto agli obiettivi dell'affido familiare. In Italia, i minori in affido familiare sono aumentati solo dell'1,8% rispetto al 2022. Questo dato nazionale, tuttavia, nasconde differenze regionali significative.

In Piemonte, la situazione è ancora più critica. Si registra una diminuzione del -7,9% dei minori in affido familiare nello stesso periodo. Questo significa che sempre meno bambini trovano una famiglia attraverso questo strumento. Parallelamente, il numero di minori accolti in strutture educative è in forte crescita. A livello nazionale, si parla di un aumento del 13,9%. In Piemonte, questo incremento raggiunge il preoccupante +23,2%.

Cristina Riccardi ha definito questo dato «preoccupante». La sua preoccupazione non risiede tanto nei numeri assoluti, quanto nella velocità con cui aumenta il numero di minori in comunità rispetto a quelli accolti in famiglia. Questo squilibrio segnala una difficoltà crescente nel promuovere l'affido. Indica anche una maggiore dipendenza dalle strutture residenziali, che dovrebbero rappresentare una soluzione temporanea e non la norma.

Adozioni internazionali in calo: un campanello d'allarme

Oltre ai dati sull'affido, il progetto Casa ha posto l'accento anche sul fenomeno delle adozioni internazionali. Anche in questo ambito, le cifre registrate destano allarme. Nel 2024, sono state registrate 691 adozioni internazionali in Italia. Di queste, solo 20 hanno riguardato la regione Piemonte. Questi numeri sono drasticamente inferiori rispetto al passato.

Per avere un termine di paragone, nel 2010 il numero di adozioni internazionali in Italia era di 4.130. Il calo è quindi vertiginoso. Riccardi ha definito questo dato «veramente preoccupante». La diminuzione delle adozioni internazionali può essere sintomo di diverse problematiche. Potrebbe indicare una maggiore complessità burocratica, una minore disponibilità di bambini in alcuni paesi o una minore propensione delle coppie italiane a intraprendere questo percorso.

Di fronte a queste cifre, la risposta proposta dal Forum delle associazioni familiari è chiara: «tirarci su le maniche e cercare di raccontare il bello dell'accoglienza». L'associazione intende agire concretamente per invertire la tendenza. Questo implica un impegno attivo nella sensibilizzazione e nella promozione dei percorsi di affido e adozione. La narrazione positiva dell'accoglienza diventa uno strumento fondamentale.

Le attività del progetto Casa per sensibilizzare e supportare

Il progetto Casa ha delineato un piano d'azione articolato su tre fronti principali. Queste attività sono state pensate per raggiungere diversi target e per affrontare il tema dell'accoglienza in modo completo. La prima attività prevede l'organizzazione di eventi di sensibilizzazione. Questi eventi mirano a informare il pubblico sull'importanza dell'affido e dell'adozione. Vogliono anche sfatare eventuali pregiudizi o disinformazione.

La seconda attività consiste in un'esposizione fotografica. Le immagini avranno il compito di raccontare storie di accoglienza, mostrando la bellezza e la ricchezza che queste esperienze portano nelle vite di bambini e famiglie. La fotografia è un potente mezzo di comunicazione emotiva. Può trasmettere messaggi complessi in modo immediato e toccante. L'esposizione mira a creare empatia e a stimolare una riflessione profonda.

La terza attività è focalizzata sull'ambito scolastico. Si è ritenuto fondamentale iniziare a parlare di accoglienza direttamente con i ragazzi. Verranno spiegate le diverse forme di affido e adozione, adattando il linguaggio all'età degli studenti. L'obiettivo è quello di educare le nuove generazioni al valore dell'accoglienza. Si vuole anche chiarire le differenze tra i vari tipi di adozione, rendendo il concetto più accessibile e comprensibile.

Oltre a queste attività di sensibilizzazione, il progetto prevede un importante accompagnamento. Questo supporto è di natura psicologica ed educativa. È rivolto sia alle coppie che desiderano intraprendere il percorso di affido o adozione, sia ai ragazzi che ne hanno bisogno. Il sostegno psicologico è cruciale per affrontare le sfide emotive che questi percorsi possono comportare. Garantire un supporto adeguato è essenziale per il successo dell'accoglienza.

Il contesto normativo e sociale dell'affido e dell'adozione

L'affido familiare è un istituto giuridico previsto dalla legge italiana. La Legge 4 maggio 1983, n. 184 disciplina le norme in materia di diritto alle filiazione di minori. L'affidamento familiare è un provvedimento temporaneo. Viene disposto dal servizio sociale e dal tribunale per i minorenni. L'obiettivo è quello di garantire al minore un ambiente familiare idoneo quando la sua famiglia d'origine non è in grado di farlo. L'affidamento può essere etero-familiare (in una famiglia diversa da quella d'origine) o in comunità.

L'adozione, invece, è un istituto giuridico che crea un legame di filiazione permanente. L'adottato acquista lo stato di figlio degli adottanti. Viene recisa ogni relazione con la famiglia d'origine. L'adozione è possibile solo nei casi previsti dalla legge, come la dichiarazione di adottabilità del minore. L'obiettivo primario è sempre l'interesse superiore del minore. La legge italiana privilegia l'affido familiare come misura di protezione, cercando di preservare, quando possibile, i legami con la famiglia d'origine.

La diminuzione dei minori in affido e l'aumento di quelli in comunità, come evidenziato dai dati del Piemonte, suggeriscono possibili criticità nel sistema. Queste potrebbero includere una scarsa informazione sui percorsi di affido, difficoltà burocratiche, mancanza di sostegno adeguato alle famiglie affidatarie o una percezione errata dell'affido stesso. Il progetto Casa si inserisce in questo contesto per cercare di superare questi ostacoli.

La forte diminuzione delle adozioni internazionali è un fenomeno complesso. Può essere legato a cambiamenti normativi nei paesi di origine, a una maggiore attenzione alla protezione dei minori nei loro paesi, o a una riduzione delle coppie disponibili. Il progetto Casa, pur concentrandosi sull'affido, contribuisce a una riflessione più ampia sui bisogni dei minori in attesa di una famiglia. La sensibilizzazione e il racconto del «bello dell'accoglienza» sono passi fondamentali per incentivare sia l'affido che l'adozione.

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