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In Piemonte si registra una drastica riduzione del numero di bar. Quasi 2000 esercizi hanno cessato l'attività tra il 2019 e il 2025, con un impatto significativo sull'occupazione e sull'economia locale.

Cala il numero dei bar in Piemonte

Un'ondata di chiusure sta colpendo il settore dei bar in Piemonte. Tra il 2019 e il 2025, la regione ha visto la scomparsa di ben 1.915 attività. Questo dato rappresenta una flessione del 15,83%. La situazione è particolarmente critica nel capoluogo, Torino, dove le serrande si sono abbassate per 507 bar. Anche l'intera provincia torinese risente di questa tendenza, con 893 chiusure registrate. La regione si posiziona al quinto posto in Italia per numero di esercizi persi. Torino, inoltre, si colloca al terzo posto tra i capoluoghi di regione con il maggior calo.

Diminuisce la densità di esercizi commerciali

La densità dei bar sul territorio piemontese ha subito una contrazione. Ogni mille abitanti, ora si contano 2,4 bar, un valore inferiore alla media nazionale di 2,5. I dati preliminari indicano che questa tendenza negativa non accenna a fermarsi e prosegue anche nell'anno in corso. La diminuzione degli esercizi commerciali di prossimità impoverisce il tessuto sociale ed economico delle comunità locali.

Le cause della crisi del settore

Diversi fattori contribuiscono alla difficile congiuntura del settore. L'aumento dei costi di gestione rappresenta una delle principali preoccupazioni per gli esercenti. A questo si aggiunge la perdita di potere d'acquisto dei consumatori e l'incremento del costo del lavoro. Anche lo smart working ha modificato le abitudini di consumo, favorendo una diversa distribuzione degli acquisti. La forte concorrenza della grande distribuzione organizzata e la crescita delle consegne a domicilio completano il quadro delle sfide che i bar devono affrontare quotidianamente.

Impatto economico e sociale delle chiusure

La chiusura dei bar non si traduce unicamente in una perdita di imprese. Essa comporta una significativa riduzione dell'occupazione, con conseguente calo degli acquisti e dei redditi generati sul territorio. Inoltre, viene indebolito il ruolo sociale che questi locali svolgono nei quartieri e nei piccoli centri, fungendo spesso da punti di aggregazione. La ricchezza persa a causa di queste chiusure è considerevole: si stima circa 152 milioni di euro a Torino, 268 milioni nell'intera provincia e ben 575 milioni in tutta la regione Piemonte. La contrazione delle attività di prossimità impoverisce l'intera comunità, non solo una specifica categoria economica.

Un appello per il commercio di vicinato

Il presidente di Confesercenti, Vincenzo Nettis, sottolinea come la chiusura di questi esercizi commerciali rappresenti un impoverimento per l'intera collettività. Egli rilancia con forza l'appello a sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall'associazione. Tale proposta mira a fornire un sostegno concreto al commercio di vicinato, fondamentale per la vitalità delle nostre città e dei nostri paesi. Il sostegno a queste realtà è cruciale per preservare il tessuto economico e sociale del territorio.