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Il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, sollecita un maggiore supporto dall'Unione Europea per il settore automobilistico e chiede a Stellantis di introdurre un nuovo modello produttivo nello stabilimento di Mirafiori. L'obiettivo è rilanciare l'industria locale e la filiera collegata.

Rafforzare il settore automotive con fondi europei

Alberto Cirio, alla guida della Regione Piemonte, ha nuovamente richiesto un incremento del sostegno da parte dell'Europa. Si tratta di un appello per nuovi investimenti destinati al comparto dell'automotive. L'obiettivo è chiaro: rafforzare la presenza produttiva di Stellantis nello storico stabilimento di Mirafiori.

Durante un importante incontro dedicato al settore automobilistico, Cirio ha evidenziato la necessità di un intervento concreto da parte dell'Unione Europea. Ha sottolineato l'urgenza di un supporto mirato per l'industria del settore. Il governatore ha espresso apprezzamento per le iniziative promosse dal Governo nazionale. Queste misure puntano a incentivare l'innovazione e a migliorare la competitività delle imprese.

Il presidente ha usato parole forti per descrivere il rapporto che l'Europa dovrebbe avere con l'industria automobilistica. Ha affermato: «L'Europa deve essere mamma con l'industria automobilistica italiana ed europea e non matrigna». Questo paragone evidenzia la sua visione di un'Europa più protettiva e proattiva nei confronti del suo comparto industriale strategico.

Proposta di una Zona Economica Speciale per l'automotive

Cirio ha inoltre posto l'accento sull'importanza di istituire una Zona Economica Speciale (Zes). Tale strumento sarebbe fondamentale per attrarre e sostenere gli investimenti nei territori del Nord Italia. In particolare, è stata avanzata l'ipotesi di una Zes specificamente dedicata al settore dell'automotive.

Questa proposta mira a creare un ambiente favorevole per le imprese del settore. L'obiettivo è stimolare la crescita, l'innovazione tecnologica e la creazione di nuovi posti di lavoro. Una Zes dedicata potrebbe offrire vantaggi fiscali e semplificazioni burocratiche. Questi elementi sono cruciali per affrontare le sfide della transizione ecologica e digitale.

Il governatore ha rivolto un appello diretto a Stellantis. Ha chiesto all'azienda di prendere in seria considerazione l'introduzione di un nuovo modello produttivo. Questo sarebbe essenziale per accompagnare lo stabilimento di Mirafiori in questa delicata fase di transizione. Cirio ha ricordato il significativo calo della produzione registrato negli ultimi tempi. Ha anche sottolineato l'impatto negativo della crisi del settore sull'intera filiera piemontese.

La filiera piemontese, infatti, è fortemente orientata all'export. Una parte consistente della produzione è destinata al mercato tedesco. La crisi del settore automotive globale ha quindi ripercussioni dirette sull'economia regionale. L'arrivo di un nuovo modello produttivo a Mirafiori potrebbe rappresentare una boccata d'ossigeno fondamentale.

Partecipazione al tavolo e prospettive future

Al tavolo di confronto sul futuro dell'automotive hanno preso parte anche altre figure istituzionali di rilievo. Tra questi, il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone e l'assessore alle Attività Produttive Andrea Tronzano. La loro presenza testimonia l'impegno congiunto della giunta regionale nel cercare soluzioni concrete per il settore.

La discussione ha toccato vari aspetti critici. Si è parlato della necessità di riconversione industriale, della formazione di nuove competenze per i lavoratori e del sostegno alla ricerca e sviluppo. L'obiettivo comune è garantire un futuro sostenibile all'industria automobilistica piemontese. Questo settore rappresenta una colonna portante dell'economia regionale e nazionale.

Le richieste di Cirio si inseriscono in un contesto di profonda trasformazione per il settore automotive. La transizione verso la mobilità elettrica e le nuove tecnologie richiede investimenti ingenti. Il supporto europeo e le strategie industriali mirate sono quindi indispensabili per affrontare queste sfide. La speranza è che le richieste del presidente possano trovare ascolto e tradursi in azioni concrete.