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Oltre 12.000 persone attendono un posto nelle RSA piemontesi. La Cgil chiede alle ASL di rispettare la quota sanitaria prevista per i non autosufficienti, minacciando azioni legali.

Assistenza anziani: vertenza Cgil nelle RSA

Più di 12.000 persone attendono un posto nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) in Piemonte. Molte famiglie affrontano interamente i costi delle rette. La Cgil e Federconsumatori Piemonte hanno avviato una nuova battaglia legale. Richiedono alle Aziende Sanitarie Locali (ASL) di assicurare la parte di spesa sanitaria destinata ai non autosufficienti. La prima mossa è stata l'invio di una lettera di diffida alle ASL piemontesi e alle loro direzioni generali. L'obiettivo è far rispettare una delibera regionale del 2013. Questa norma regola la valutazione per l'ammissione nelle RSA.

Invecchiamento e diritti: la posizione della Cgil

Il segretario generale della Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo, ha evidenziato la situazione. «Il Piemonte è una regione molto anziana», ha dichiarato. «L'assistenza per i non autosufficienti è un diritto garantito dalla Costituzione e dalle leggi». Airaudo ha aggiunto: «Non crediamo che i bilanci debbano prevalere sulla Costituzione e sulla legge». Ha inoltre denunciato le lunghe liste d'attesa. Queste costringono le famiglie a pagare costi che, secondo il sindacato, dovrebbero essere coperti dal sistema sanitario nazionale. I numeri confermano l'emergenza in corso.

Liste d'attesa: un'emergenza in crescita

In soli dieci mesi, da settembre 2025 a giugno 2026, il numero di persone in attesa di un posto in RSA è aumentato significativamente. Si è passati da circa 9.000 a oltre 12.000. Di questi, 892 casi sono considerati urgenti. Altri 3.325 sono non urgenti e 7.399 sono classificati come differibili. A questi si aggiungono circa 2.500 persone già ricoverate nelle RSA. Queste persone non hanno ancora richiesto una valutazione formale. Pertanto, non compaiono nelle liste d'attesa ufficiali. Giovanni Prezioso di Federconsumatori Piemonte ha descritto le difficoltà delle famiglie. «Si rivolgono a noi persone con genitori in RSA», ha spiegato. «Per pagare le rette, hanno venduto beni di famiglia o si sono indebitati con finanziarie. È un problema sociale enorme».

Prossimi passi: assistenza e azioni legali

La vertenza sindacale entra ora nella sua seconda fase. Presso le sedi della Cgil, dello Spi (Sindacato Pensionati Italiani) e di Federconsumatori in Piemonte, verrà offerta assistenza ai cittadini. Laddove necessario, saranno intraprese azioni legali individuali. L'obiettivo è ottenere il rispetto della normativa vigente. Non si esclude la possibilità di avviare cause collettive o una class action. Questo avverrà se le risposte fornite dalle ASL non saranno considerate adeguate.