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La produzione della Fiat 500 ibrida nello stabilimento Stellantis di Mirafiori subirà uno stop di una settimana a causa della carenza di componenti per i motori. I sindacati esprimono forte preoccupazione per la continuità lavorativa e il futuro dello stabilimento.

Sospensione produzione a Mirafiori

Lo stabilimento Stellantis di Mirafiori osserverà una settimana di interruzione della produzione. La Fiat 500 ibrida non verrà prodotta per diversi giorni. L'attività si fermerà a causa della mancata disponibilità di componenti essenziali per i motori. Questa decisione è stata comunicata ai rappresentanti sindacali dopo un incontro con la direzione aziendale.

La sospensione interesserà un periodo significativo. Uno dei giorni di fermo coincide con la festa patronale di San Giovanni, celebrata il 24 giugno a Torino. La durata totale della chiusura produttiva è di 6 giorni, iniziando il 22 giugno e terminando il 29 giugno. Questo periodo di inattività rappresenta la fermata totale più estesa dall'inizio dell'anno.

Preoccupazione dei sindacati Fiom e Fim

La Fiom di Mirafiori definisce la situazione un «segnale pessimo». Gianni Mannori, rappresentante della Fiom, sottolinea la gravità della fermata. «È la fermata totale più lunga», ha dichiarato, evidenziando come avvenga in un momento cruciale. Questo periodo doveva coincidere con il picco produttivo della Fiat 500 ibrida.

I segnali attuali sono considerati «molto preoccupanti». Le dichiarazioni di Filosa, che prospettano l'arrivo di nuovi modelli della 500 non prima del 2030, aumentano l'incertezza. La Fiom sollecita un intervento immediato. Le istituzioni, sia a livello regionale che nazionale, devono agire per prevenire un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali. Tale ricorso segnerebbe l'inizio di un «tunnel di declino industriale» con conseguenze «drammatiche» per l'intero territorio.

Anche la Fim torinese esprime forte preoccupazione. Rocco Cutrì e Gianni Albera commentano la situazione. La produzione si ferma per un'intera settimana, ricorrendo a permessi personali e recuperi produttivi. Pur comprendendo le ragioni legate ai flussi di fornitura, i sindacati ritengono che la frequenza di queste interruzioni sia dannosa. Generano «incertezza, discontinuità lavorativa e crescente disagio» tra i dipendenti.

Richiesta di maggiore stabilità e trasparenza

La Fim chiede un approccio differente. È necessaria «massima trasparenza» da parte dell'azienda. Si auspica un «confronto più strutturato» per trovare soluzioni concrete. L'obiettivo è garantire una maggiore stabilità produttiva all'interno dello stabilimento. La situazione attuale, caratterizzata da continue fermate, mina la fiducia e la serenità dei lavoratori.

La carenza di componenti non è un problema isolato. Ha già causato in precedenza rallentamenti e interruzioni parziali della produzione in diversi settori automobilistici. La dipendenza da fornitori esterni e le complessità delle catene di approvvigionamento globali emergono come fattori critici. La gestione di queste criticità diventa fondamentale per la sopravvivenza e la prosperità di siti produttivi storici come Mirafiori.

Il futuro di Mirafiori è al centro del dibattito. Le dichiarazioni sulla possibile introduzione di nuovi modelli solo tra diversi anni alimentano le preoccupazioni. I sindacati chiedono un piano industriale chiaro e a lungo termine. Questo piano dovrebbe garantire la piena occupazione e la competitività dello stabilimento nel panorama automobilistico in rapida evoluzione. L'impegno delle istituzioni è visto come cruciale per sostenere la transizione industriale e salvaguardare il tessuto occupazionale.