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Un nuovo studio di Intesa Sanpaolo analizza le vulnerabilità territoriali italiane oltre il reddito, evidenziando il ruolo del capitale umano e le disparità tra Nord e Sud. I dati aiuteranno a orientare azioni concrete per ridurre le disuguaglianze.

Nuovo monitoraggio delle vulnerabilità territoriali

Intesa Sanpaolo ha presentato un progetto di ricerca innovativo. Si chiama 'Monitor per la Geografia delle Fragilità e delle Disuguaglianze'. L'iniziativa nasce dalla collaborazione con Intesa Sanpaolo per il Sociale, Aiccon, Srm e il dipartimento di ricerca del gruppo bancario. L'obiettivo è mappare le debolezze dei territori italiani. L'analisi va oltre il semplice reddito.

Vengono considerati molteplici fattori. Questi includono aspetti economici, demografici, occupazionali e sociali. Si cerca una visione multidimensionale delle vulnerabilità. Questo approccio mira a comprendere meglio le sfide che affrontano le diverse aree del paese. La ricerca è fondamentale per sviluppare strategie mirate.

Oltre 150 indicatori per un quadro completo

Lo studio si basa su un set di dati esteso. Sono stati analizzati circa 150 indicatori. Questi sono stati raggruppati in 11 domini principali. Questi domini coprono diverse aree cruciali per il benessere sociale. Tra questi figurano il lavoro, la salute e l'istruzione. Vi sono anche l'inclusione sociale e la qualità dei servizi offerti. Sono state considerate anche le componenti ambientali e produttive.

L'analisi sottolinea l'importanza del capitale umano. Questo è identificato come il motore principale della competitività territoriale. Dove occupazione, imprese, redditi e servizi crescono insieme, si creano circoli virtuosi. Questi percorsi favoriscono la crescita economica e la coesione sociale. La salute del capitale umano è quindi un indicatore chiave.

Geografia delle disuguaglianze: Nord-Sud e oltre

Il 'Monitor' conferma le disparità esistenti tra il Nord e il Sud Italia. Tuttavia, lo studio rivela una mappa delle fragilità più complessa. Emergono aree di vulnerabilità anche in province considerate economicamente avanzate. Questo indica che le disuguaglianze non seguono sempre confini geografici netti. Possono manifestarsi anche all'interno di regioni più sviluppate.

Un aspetto innovativo della ricerca è l'analisi del divario tra i bisogni delle comunità e la capacità dei servizi di rispondere. Questa comparazione mette in luce criticità specifiche. Si riscontrano squilibri nel settore sanitario. Anche i servizi dedicati all'infanzia presentano carenze. L'inclusione educativa e l'assistenza agli anziani sono altri ambiti critici emersi.

Orientare l'azione per un impatto sociale

Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo, ha commentato i risultati. Ha affermato che le disuguaglianze sono fenomeni complessi. Non sono lineari e si manifestano in modi differenti a seconda del territorio. Le analisi condotte dal Monitor saranno uno strumento prezioso. Serviranno a guidare le azioni future della Banca.

Inoltre, i dati raccolti saranno messi a disposizione di altri attori. Istituzioni, imprese e il Terzo settore potranno utilizzarli. L'obiettivo è promuovere un impatto sociale sempre più significativo. Questo approccio collaborativo è fondamentale per affrontare le sfide sociali.