La produzione manifatturiera in Piemonte ha registrato un incremento del 2,8% nel secondo trimestre del 2026. Nonostante i segnali positivi, le imprese mantengono un atteggiamento prudente a causa delle incertezze globali.
Crescita della produzione manifatturiera piemontese
L'industria manifatturiera del Piemonte ha mostrato un'accelerazione significativa. La produzione è aumentata del 2,8% nel secondo trimestre del 2026. Questo dato supera la crescita del 2,3% registrata nel primo trimestre. Anche il fatturato ha visto un incremento, salendo del 2,3%. Gli ordinativi hanno seguito la tendenza positiva, con un aumento del 2,2%.
Questi risultati provengono da un'indagine condotta da Unioncamere Piemonte. Lo studio ha coinvolto 1.711 aziende. Queste imprese impiegano 88.908 addetti. Il loro fatturato complessivo ammonta a circa 51 miliardi di euro.
Clima di fiducia e sfide internazionali
La crescita avviene in un contesto internazionale complesso. Si registrano tensioni geopolitiche e instabilità nei costi energetici. Inoltre, il settore manifatturiero europeo mostra segni di debolezza. Per queste ragioni, il clima di fiducia tra le imprese piemontesi rimane cauto. L'indice di fiducia delle aziende si posiziona sotto la soglia neutra di 100 punti.
Questo dato indica una prevalenza di aspettative pessimistiche per il futuro a breve termine. Il 31% delle aziende ha segnalato una diminuzione delle vendite all'estero. Per il 61% dei partecipanti all'indagine, i flussi commerciali internazionali sono rimasti stabili. Le imprese cercano di mitigare i rischi concentrandosi su mercati come l'Unione Europea, l'Europa extra-UE e il Nord America.
Le strategie adottate includono il reshoring e il nearshoring. Si punta anche sulla diversificazione dei fornitori e sulla digitalizzazione dei processi. Queste azioni mirano a rafforzare la resilienza delle aziende.
Settori trainanti e performance territoriali
Alcuni settori hanno contribuito in modo determinante alla crescita complessiva. Il comparto tessile, abbigliamento e calzature ha registrato il risultato migliore, con un aumento del 6,3%. Seguono il settore del legno e del mobile, con una crescita del 5,7%. Il settore alimentare ha segnato un +4,4%.
Nel settore dei mezzi di trasporto, la crescita complessiva è stata dello 0,6%. Gli autoveicoli hanno mostrato una performance notevole, con un +16,5%. La componentistica è rimasta stabile. L'aerospazio, invece, ha registrato un calo del 10,9%.
A livello territoriale, alcune province si distinguono per la loro dinamicità. Il Verbano-Cusio-Ossola ha registrato una crescita del 5,7%. La provincia di Cuneo ha segnato un +5,2%. Biella ha raggiunto il +4,7%.
Torino ha contribuito con un +2,3%. L'unica provincia che ha visto una contrazione è Vercelli, con un -0,5%. Questi dati evidenziano una distribuzione disomogenea della crescita sul territorio regionale.
Dichiarazioni e prospettive future
Il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, ha commentato positivamente l'accelerazione della produzione. Ha sottolineato la «straordinaria tenuta delle nostre filiere». Ha inoltre sollecitato l'adozione di una politica industriale «coraggiosa e integrata».
Anche il presidente della Regione, Alberto Cirio, e l'assessore Andrea Tronzano hanno espresso soddisfazione. Hanno definito la crescita di produzione, fatturato e ordinativi «un segnale importante».
UniCredit ha commentato i dati, confermando «la capacità delle imprese del territorio di reagire» alle sfide internazionali. Intesa Sanpaolo ha infine reso noto di aver erogato circa due miliardi di euro a famiglie e imprese piemontesi nel primo semestre dell'anno.