Cronaca

Mafia Lombardia: inizia processo "Alleanza tra mafie" a Milano

18 marzo 2026, 19:18 5 min di lettura
Mafia Lombardia: inizia processo "Alleanza tra mafie" a Milano Immagine generata con AI Torino
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A Milano si apre domani il processo ordinario sull'alleanza tra le principali mafie italiane per spartirsi gli affari in Lombardia. L'indagine, denominata "Hydra", ha già portato a 62 condanne con rito abbreviato.

Mafie unite per affari in Lombardia

Domani mattina, presso l'aula bunker adiacente al carcere di San Vittore a Milano, prenderà avvio il processo con rito ordinario. L'indagine, denominata "Hydra", mira a far luce su una presunta alleanza strategica tra esponenti di Cosa Nostra, 'ndrangheta e Camorra. L'obiettivo comune sarebbe stato quello di consolidare e ampliare le proprie attività illecite sul territorio lombardo.

Questa maxi inchiesta, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano in collaborazione con i carabinieri del Nucleo investigativo, ha già prodotto risultati significativi. Lo scorso 12 gennaio, infatti, 62 imputati hanno ricevuto condanne con rito abbreviato. Le pene inflitte hanno raggiunto anche i 16 anni di reclusione, dimostrando la gravità delle accuse.

Il processo ordinario, che si svolgerà a porte aperte, vedrà alla sbarra quattro imputati principali. Questi compariranno davanti ai giudici dell'ottava sezione penale, presieduta dal collegio composto dai giudici Balzarotti, Speretta e Fanales. La loro posizione è stata ritenuta meritevole di un giudizio ordinario, a differenza di quella degli imputati che hanno scelto il rito abbreviato.

I nomi degli imputati e i legami mafiosi

Tra i nomi che risuoneranno nell'aula bunker spicca quello di Paolo Aurelio Errante Parrino. Quest'ultimo è noto per essere un parente di Matteo Messina Denaro, l'ex latitante arrestato e attualmente detenuto al regime del 41bis. Errante Parrino sarebbe stato, secondo gli inquirenti, a capo del mandamento di Cosa Nostra nella provincia di Trapani, dimostrando un collegamento diretto con le alte sfere dell'organizzazione siciliana.

Un altro imputato di rilievo è Gioacchino Amico. Viene indicato come il presunto vertice del "sistema mafioso lombardo" operante per conto della Camorra, in particolare del clan Senese. La sua figura suggerisce un'infiltrazione camorrista ben radicata nella regione.

La 'ndrangheta è rappresentata da Santo Crea, indicato come un presunto boss di spicco dell'organizzazione calabrese. La sua presenza nel processo sottolinea il ruolo centrale della 'ndrangheta nelle dinamiche criminali lombarde.

Infine, Giancarlo Vestiti completa il quadro degli imputati principali. Viene descritto come il presunto "luogotenente" della Camorra, una figura chiave nell'esecuzione delle direttive del clan.

Nuovi pentiti e sviluppi dell'inchiesta

La prima udienza di domani sarà verosimilmente dedicata alla costituzione delle parti. Sarà un momento cruciale per definire il perimetro del processo e le strategie legali.

Già nel corso del processo abbreviato, diverse entità hanno manifestato interesse a costituirsi parte civile. Tra queste figurano importanti istituzioni come il Comune di Milano, il Comune di Varese, la Regione Lombardia e la Città Metropolitana di Milano. Anche associazioni impegnate nella lotta alla criminalità organizzata, come Libera e WikiMafia, hanno espresso la volontà di partecipare attivamente al procedimento.

Il procuratore Marcello Viola, insieme ai pubblici ministeri Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, sta valutando una mossa strategica. Se si dovesse arrivare alla fase di ammissione delle prove, potrebbero essere depositati i verbali di alcuni nuovi collaboratori di giustizia. Questi si aggiungerebbero ai tre pentiti che hanno già fornito testimonianze fondamentali durante le indagini e il processo abbreviato.

Un elemento di particolare drammaticità riguarda Bernardo Pace. Quest'ultimo, già condannato a oltre 14 anni nel processo abbreviato, aveva iniziato a collaborare da circa un mese, rilasciando due verbali. Purtroppo, solo due giorni fa, si è suicidato nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, dove era stato trasferito dopo aver intrapreso il percorso di collaborazione.

Un'altra figura di interesse è Emanuele Gregorini, noto come "Dollarino". Recentemente estradato dalla Colombia e rinviato a giudizio, la sua posizione potrebbe essere riunita al processo ordinario. La sua eventuale testimonianza o il suo interrogatorio potrebbero fornire ulteriori tasselli importanti per ricostruire l'intera rete criminale.

Il contesto della lotta alla criminalità organizzata in Lombardia

L'inchiesta "Hydra" si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione delle autorità nei confronti delle infiltrazioni mafiose in Lombardia. La regione, per la sua posizione strategica e la sua vivacità economica, è da tempo un terreno fertile per le attività delle organizzazioni criminali.

Le mafie storiche, come Cosa Nostra, 'ndrangheta e Camorra, hanno dimostrato negli anni una notevole capacità di adattamento e di penetrazione nei settori economici legali, dall'edilizia alla ristorazione, passando per la gestione dei rifiuti e il traffico di droga. L'alleanza tra queste diverse sigle criminali rappresenta un'evoluzione preoccupante, che rende la risposta investigativa e giudiziaria ancora più complessa.

La DDA di Milano, con il supporto delle forze dell'ordine, sta intensificando gli sforzi per contrastare questo fenomeno. L'obiettivo non è solo quello di colpire i singoli esponenti, ma di smantellare le reti associative e sequestrare i patrimoni illeciti accumulati.

La scelta di procedere con rito ordinario per alcuni imputati, e di valutare l'acquisizione di nuove testimonianze da collaboratori di giustizia, dimostra la volontà di approfondire ogni aspetto dell'indagine. La speranza è quella di ottenere una verità giudiziaria completa e di inviare un segnale forte alla criminalità organizzata.

La presenza di enti pubblici e associazioni antimafia come parti civili sottolinea l'importanza sociale di questo processo. La lotta alla mafia non è solo un compito delle istituzioni, ma coinvolge l'intera società civile, chiamata a difendere la legalità e il benessere collettivo.

Il suicidio di Bernardo Pace, sebbene tragico, potrebbe paradossalmente aprire nuove prospettive investigative, qualora le sue dichiarazioni preliminari contenessero elementi utili all'accertamento dei fatti. La giustizia, in questi casi, deve lavorare con la massima determinazione per raccogliere ogni traccia utile.

Il processo che si apre domani a Milano rappresenta dunque un tassello fondamentale nella complessa battaglia contro le mafie in Lombardia. Le prossime udienze saranno cruciali per comprendere l'estensione dell'alleanza e la profondità del radicamento criminale nella regione.

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