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Un libro ripercorre quasi 70 anni di storia dell'Isef di Torino, evidenziando sport, formazione e ricerca. L'opera celebra l'evoluzione dell'istituto e i suoi protagonisti.

Storia e evoluzione dell'Isef di Torino

L'Isef di Torino festeggia quasi settant'anni di attività. Un nuovo volume ne racconta la storia, l'evoluzione e l'impegno dei suoi protagonisti. L'istituto, secondo in Italia dopo quello di Roma, nacque alla fine degli anni Cinquanta. Le giornaliste Carla Piro Mander e Mariolina Barale hanno curato la pubblicazione.

Il libro, intitolato «Senza Fermarsi mai. L'Isef di Torino: una storia italiana di sport, formazione, ricerca e sentimenti», conta 334 pagine. È arricchito da centinaia di fotografie, molte in bianco e nero, che ritraggono allievi e docenti. Tra questi, volti noti dello sport, come Livio Berruti, della politica e dello spettacolo.

La presentazione del volume si è tenuta il 19 giugno nella sede di piazza Bernini. L'opera, che documenta la trasformazione dell'istituto in un luogo sempre più aperto alla città, si concentra in particolare sugli anni dal 2000 in poi. L'attenzione è rivolta ai cambiamenti strutturali e alle prospettive future.

Dalle origini alla trasformazione universitaria

L'idea di creare l'Istituto superiore di educazione fisica di Torino prese forma nel 1958. Le prime attività si svolsero nel palazzo della Reale Società di Ginnastica, in via Magenta. Contemporaneamente, vennero utilizzate altre strutture sportive e aule universitarie per completare il percorso di studi.

Nel 1959, una convenzione tra Comune, Provincia, Università, Unione Industriali e Camera di commercio garantì il funzionamento dell'istituto. Venne riconosciuto il grado universitario con un diploma triennale. La sede cambiò più volte, spostandosi prima in corso Vittorio Emanuele II e poi, nel 1974, nell'attuale sede. Le palestre e le piscine divennero il punto di riferimento per gli studenti.

L'aspirazione alla trasformazione in Università emerse negli anni Novanta. L'intuizione dell'allora direttore amministrativo, Antonio Postiglione, permise di anticipare i tempi. Molti docenti e allievi ottennero la laurea presso gli atenei di Lione e Bruxelles.

Ampliamento dell'offerta formativa e nascita della Suism

Nel corso degli anni, alle discipline classiche si aggiunsero nuove attività. Furono introdotti corsi di ginnastica ritmica, sci, fitness, subacquea e vela. L'elenco delle competenze acquisite dai futuri insegnanti di educazione fisica era molto esteso.

Fu istituito un centro medico, inizialmente focalizzato sullo sport, ma che si ampliò rapidamente diventando multidisciplinare. Successivamente, una legge promosse la trasformazione dell'istituto. Nel 1999 nacque la Suism, la Scuola universitaria interfacoltà in Scienze motorie.

La Suism riunì sette facoltà. Al vecchio ente rimase una funzione importante per la formazione motoria, consolidata tramite convenzioni con l'Ateneo e la Regione. L'equiparazione del diploma Isef alla laurea in Scienze motorie divenne legge nel 2002.

Gli ultimi decenni e la Fondazione Isef

Il libro dedica ampio spazio agli ultimi decenni di trasformazione dell'istituto. Vengono approfonditi gli anni legati alle esperienze di Lione, alla Suism e alla nascita della Fondazione Isef. Il 2000 fu un anno cruciale.

L'Istituto superiore di educazione fisica promosse la creazione della Fondazione Isef Piemonte. Questo ente di diritto privato si propose di garantire la continuità delle attività e del patrimonio culturale dell'Isef. Nacquero la società sportiva, l'Università della terza età, la scuola di osteopatia e il Centro di psicologia dello sport.

Si aggiunsero anche la scuola di musica, quella di nuoto e quella di tennis. Gli utenti complessivi superarono i 15.000. Tra questi, la campionessa paralimpica Carlotta Gilli, oro alle Paralimpiadi di Parigi 2024 nei 100 farfalla, che ha dichiarato: «Sono otto anni che la mattina mi sveglio col sorriso sapendo che andrò lì ad allenarmi».