Convegno a Roma sul "Decreto Controlli": bilancio e futuro prevenzione incendi
La rivoluzione della sicurezza antincendio: dal ribasso alla competenza
Un importante convegno si è tenuto questa mattina presso l’Istituto Superiore Antincendi (ISA) di Roma, riunendo istituzioni, ordini professionali e rappresentanti del mondo produttivo. L'evento, promosso dalla Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica, Antincendio ed Energetica del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ha posto al centro del dibattito il Decreto Ministeriale 1° settembre 2021, noto come “Decreto Controlli”.
L'incontro ha offerto l'occasione per tracciare un bilancio a quasi cinque anni dall'entrata in vigore del provvedimento, evidenziandone l'impatto trasformativo sul settore della prevenzione e sicurezza antincendio. L'obiettivo primario è stato quello di analizzare come il decreto abbia spostato l'attenzione da un sistema basato sul massimo ribasso economico a un modello che valorizza le reali capacità tecniche e la tracciabilità degli interventi manutentivi.
Il “Decreto Controlli” rappresenta una pietra miliare nella normativa italiana sulla sicurezza, introducendo requisiti stringenti per la manutenzione e il controllo degli impianti e delle attrezzature antincendio. La sua applicazione ha imposto una revisione profonda delle prassi operative, mirando a garantire standard di sicurezza più elevati e una maggiore professionalizzazione degli operatori.
Uno degli aspetti più innovativi e discussi è l'introduzione della qualificazione obbligatoria dei tecnici addetti alla manutenzione. Questa misura mira a contrastare l'improvvisazione e ad assicurare che solo personale adeguatamente formato e certificato possa operare su sistemi vitali per la sicurezza delle persone e dei beni.
A tal proposito, è stato citato come esempio virtuoso l'Istituto “Romolo Zerboni” di Torino, la prima scuola statale ad aver avviato percorsi accreditati per Manutentori Antincendio. Questa iniziativa sottolinea l'importanza della formazione specialistica e della collaborazione tra istituzioni e mondo dell'istruzione per rispondere alle nuove esigenze normative e del mercato del lavoro.
Il Sottosegretario di Stato all’Interno, on. Emanuele Prisco, ha sottolineato come l’impatto del decreto superi la semplice funzione normativa. “È un caso significativo di sintesi tra esigenze normative, tutela del lavoro e sviluppo economico in un unico testo,” ha dichiarato. Prisco ha rimarcato il passaggio da un sistema basato sul massimo ribasso a uno che premia le capacità tecniche.
“Senza ispezioni, la certificazione rischia di diventare un mero adempimento formale che produce carta invece di sicurezza,” ha aggiunto il Sottosegretario. Ha evidenziato che chi rispetta le regole non deve essere svantaggiato e che l'investimento in sicurezza, sebbene oneroso, previene costi ben più gravi nel lungo periodo.
Anche il Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, Prefetto Attilio Visconti, ha posto l'accento sull'importanza della prevenzione “invisibile”. “Il pubblico non vede quello che non accade. L’incendio che non è scoppiato non finisce in nessun telegiornale,” ha affermato Visconti, evidenziando come la qualità di un sistema di sicurezza si misuri proprio in quel silenzio.
Il Prefetto ha spiegato che il decreto opera in uno spazio che non è quello della risposta all'emergenza, ma della capacità di fare in modo che l'emergenza non si verifichi affatto. Questa prospettiva invita a una riflessione che va oltre la mera lettura tecnica del provvedimento, riconoscendone il valore strategico per la sicurezza collettiva.
L'ing. Eros Mannino, Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ha ribadito che il “Decreto Controlli” ha fornito al Corpo uno strumento normativo più preciso per valutare la qualità degli interventi manutentivi. Questo permette di esercitare una vigilanza basata su criteri oggettivi e verificabili, fondamentali per la trasparenza e l'efficacia.
“Quando un manutentore qualificato verifica un impianto e firma un rapporto di conformità, sta assumendo una responsabilità verso persone che non conosce,” ha dichiarato Mannino. Ha concluso sottolineando che non basta la buona volontà, ma serve la prova: chi lavora sulla sicurezza deve dimostrare la propria preparazione con documenti, non solo con la reputazione.
L'implementazione del Decreto ha generato un'ondata di richieste per corsi di formazione e certificazione in tutta Italia. Molte aziende e professionisti hanno dovuto adeguarsi, investendo in aggiornamento e nuove qualifiche per poter continuare a operare nel rispetto delle nuove disposizioni. Questo ha stimolato il mercato della formazione professionale, ma ha anche posto sfide significative per le piccole e medie imprese, che hanno dovuto sostenere costi aggiuntivi per la conformità.
Secondo analisi di settore, la piena applicazione del decreto richiede un monitoraggio costante e un impegno continuo da parte di tutti gli attori coinvolti. La collaborazione tra i Vigili del Fuoco, gli ordini professionali e le associazioni di categoria è cruciale per superare le difficoltà interpretative e applicative che possono emergere, garantendo una diffusione omogenea e corretta delle nuove pratiche.
La cultura della prevenzione, come emerso dal convegno, non è solo una questione normativa, ma un approccio mentale che deve permeare ogni livello della società. Dalla progettazione degli edifici alla manutenzione quotidiana degli impianti, ogni scelta deve essere orientata alla massima sicurezza, riducendo al minimo i rischi di incidenti e tragedie.
I Vigili del Fuoco, in questo contesto, non sono solo l'organo di controllo e intervento, ma anche un punto di riferimento per la diffusione di buone pratiche e la consulenza tecnica. Il loro ruolo è fondamentale per guidare il Paese verso standard di sicurezza sempre più elevati, proteggendo la vita e il patrimonio dei cittadini.
Il convegno di Roma ha quindi rappresentato un momento di riflessione essenziale, confermando l'importanza del “Decreto Controlli” come strumento per una sicurezza antincendio moderna ed efficace. La strada è ancora lunga, ma l'impegno congiunto di istituzioni e professionisti getta le basi per un futuro più sicuro, dove la prevenzione sia la vera protagonista.
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