Un allarmante 13,5% di adolescenti italiani manifesta un uso problematico dei social media. Il fenomeno è più marcato tra le ragazze, con picchi preoccupanti a 13 anni e un impatto significativo sulla percezione della salute e sul benessere psicologico. L'Ordine dei Medici di Torino lancia l'allarme e propone un confronto.
Uso problematico dei social tra i giovani
L'impiego eccessivo e dannoso delle piattaforme social interessa una fetta consistente dei giovanissimi. In Italia, la percentuale di adolescenti che presenta un uso problematico si attesta al 13,5%. Questo dato assume contorni ancora più critici se si osserva la situazione nel Piemonte, dove la cifra raggiunge il 12,4%.
Le ragazze sembrano essere particolarmente esposte a questo rischio. A soli 13 anni, il 20,5% delle adolescenti italiane manifesta già un rapporto non sano con i social media. Questa tendenza evidenzia una vulnerabilità specifica del genere femminile nell'era digitale.
Impatto sulla salute e sul benessere
Le conseguenze di questo uso problematico si riflettono direttamente sulla salute percepita e sul benessere psicologico dei giovani. In Piemonte, si registra un calo drastico della percezione di salute definita "eccellente" tra le ragazze. Il dato scende dal 33% a 11 anni al solo 12% a 17 anni.
Inoltre, un'alta percentuale di adolescenti, in particolare tra le quindicenni e le diciassettenni, riporta sintomi psicosomatici con frequenza elevata. L'85% di questo gruppo segnala almeno due disturbi di natura fisica o psicologica più volte a settimana.
La solitudine rappresenta un altro disagio diffuso. Il 28% delle ragazze di 13 anni e il 27% di quelle di 17 anni ammette di soffrire di questo sentimento, spesso acuito dall'isolamento sociale paradossalmente favorito dall'iperconnessione.
L'allarme dell'Ordine dei Medici di Torino
Di fronte a questi dati preoccupanti, l'Ordine dei Medici di Torino ha deciso di accendere i riflettori sul tema. L'evento intitolato 'Crescere con lo smartphone in mano' si terrà il 15 maggio presso il Salone del Libro. L'incontro mira a sensibilizzare sull'aumento del malessere giovanile legato all'uso degli smartphone e dei social media.
I dati presentati provengono dal progetto internazionale Hbrs (Health Behaviour in School-aged Children), patrocinato dall'Oms. Le ricerche, pubblicate nel 2025, offrono un quadro dettagliato delle abitudini e delle problematiche dei giovani in età scolare.
Esperti a confronto per soluzioni
All'appuntamento parteciperanno figure di spicco nel campo della neuropsichiatria e della psichiatria. Interverranno Antonella Anichini, neuropsichiatra infantile presso l'ospedale Regina Margherita di Torino, Laura Dalla Ragione, psichiatra e direttrice della Rete regionale Disturbi alimentari dell'Umbria, e Francesco Cuniberti, psichiatra del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell'Asl To3. A moderare il dibattito sarà il presidente dell'Ordine dei Medici, Guido Giustetto.
Antonella Anichini illustrerà l'incremento degli accessi al Pronto Soccorso per problematiche psichiatriche e comportamenti autolesivi. Si è passati da circa 230 casi annuali nel periodo 2010-2012 a oltre 1.600 casi attuali, un aumento esponenziale che richiede attenzione immediata.
Laura Dalla Ragione si concentrerà sul legame tra l'uso dei social media, la percezione dell'immagine corporea e lo sviluppo di disturbi della nutrizione, un tema sempre più rilevante tra gli adolescenti.
Francesco Cuniberti affronterà il tema dell'ansia adolescenziale, spesso esacerbata dalle pressioni sociali e dalla costante esposizione a modelli irrealistici veicolati dalle piattaforme digitali.
Gestire le tecnologie, non demonizzarle
Gli esperti concordano su un punto fondamentale: le nuove tecnologie non vanno demonizzate. Esse rappresentano strumenti potenti e potenzialmente benefici, ma richiedono una gestione consapevole e un accompagnamento da parte degli adulti. È necessario che gli adulti siano preparati a guidare i più giovani nella costruzione del proprio senso di identità e nella comprensione del mondo che li circonda.
«Le nuove tecnologie», affermano i tre esperti, «rappresentano strumenti straordinari ma richiedono adulti capaci di accompagnare i più giovani nella costruzione di senso e identità». Questo sottolinea l'importanza di un ruolo attivo e informato dei genitori e degli educatori nel navigare il complesso panorama digitale insieme agli adolescenti.