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La chiesa della Divina Pastora a Tolentino riapre i battenti dopo un importante intervento di restauro. I lavori, finanziati con circa 282mila euro, sono stati necessari a seguito dei danni subiti dall'edificio a causa del sisma del 2016. La riapertura segna un passo significativo nella ricostruzione post-terremoto.

Riapertura della chiesa dopo i danni del sisma

La chiesa della Divina Pastora a Tolentino ha riaperto le sue porte. L'evento segna la conclusione dei lavori di restauro. Questi interventi sono stati indispensabili per riparare i danni causati dal terremoto del 2016. La cerimonia ha visto la consegna ufficiale dell'edificio restaurato. Sono state presentate le opere completate. Successivamente, si è tenuta una Messa solenne.

La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal vescovo di Macerata, Nazzareno Marconi. Ha concelebrato il parroco don Gianni Compagnucci. Tra le autorità presenti, spiccavano il sindaco Mauro Sclavi. Erano presenti anche il presidente del consiglio comunale Alessandro Massi. Hanno partecipato la senatrice Elena Leonardi e la consigliera regionale Silvia Luconi.

Investimento e dettagli del restauro

L'intervento di restauro è costato circa 282mila euro. I lavori hanno riguardato diverse parti della struttura. La chiesa aveva subito danni significativi alla facciata. Anche gli archi e il presbiterio erano compromessi. Il ribaltamento del timpano ha causato ulteriori lesioni alle murature. Gli interventi hanno mirato al ripristino e al consolidamento. Si è lavorato per ridurre le vulnerabilità dell'edificio.

Sono stati restaurati anche gli apparati decorativi e pittorici. Tra questi, l'altare della Sacra Famiglia. Anche la nicchia degli angeli, sia a destra che a sinistra, è stata recuperata. L'altare maggiore ha ricevuto particolare attenzione. L'obiettivo era restituire alla comunità un luogo di culto sicuro e decoroso. I lavori hanno rispettato l'integrità storica dell'edificio.

L'attenzione alle periferie nella ricostruzione

Il vescovo Nazzareno Marconi ha sottolineato un aspetto cruciale. L'impegno della Diocesi è rivolto anche alle zone periferiche. Questo sforzo avviene in collaborazione con il commissario straordinario Guido Castelli. L'Ufficio speciale per la ricostruzione partecipa attivamente. L'intento è non trascurare i segni di presenza nei luoghi più marginali del territorio. Questo approccio garantisce attenzione a tutte le comunità.

Il vescovo ha ricordato altri cantieri. Ha citato Villa Moscosi di Cingoli e Santa Maria del Monte di Macerata. Ha ribadito che il lavoro di restauro non si è concentrato solo sui grandi centri. Si sta cercando di dare attenzione anche alle periferie. Le comunità più piccole, ma vive e impegnate, meritano di sentirsi ricordate. Vengono valorizzate attraverso questi interventi.

La storia dei danni post-sisma

Le scosse del 24 agosto 2016 hanno lasciato il segno. La chiesa della Divina Pastora ha riportato danni strutturali evidenti. La facciata ha mostrato crepe significative. Gli archi interni hanno subito sollecitazioni. Il presbiterio, cuore della celebrazione, è stato compromesso. Il ribaltamento del timpano è stato un danno particolarmente grave. Le lesioni alle murature hanno richiesto un intervento profondo. Il consolidamento è stato essenziale per la sicurezza. La riduzione delle vulnerabilità è stata una priorità. Il recupero ha permesso di preservare il patrimonio artistico. Gli apparati decorativi sono stati riportati al loro antico splendore. L'altare della Sacra Famiglia è stato restaurato con cura. Le nicchie degli angeli sono state recuperate. L'altare maggiore è tornato al suo antico splendore. La chiesa è ora pronta ad accogliere nuovamente i fedeli.

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