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La Regione Umbria blocca l'espansione delle discariche con il nuovo piano. L'assessore De Luca chiarisce le decisioni passate e future, rispondendo alle interrogazioni sull'impianto di Orvieto.

Stop all'espansione delle discariche in Umbria

La Regione Umbria ha preso una decisione importante. La futura pianificazione territoriale non consentirà ulteriori ampliamenti delle discariche. Questo è quanto ha dichiarato l'assessore regionale all'ambiente, Thomas De Luca. La sua affermazione è arrivata durante una riunione dell'Assemblea legislativa. Ha risposto a un'interrogazione specifica. La domanda riguardava l'avvio del procedimento autorizzativo per la discarica 'Le Crete' di Orvieto. L'interrogazione era stata presentata dal consigliere Luca Simonetti del Movimento 5 stelle.

L'assessore De Luca ha spiegato che la proposta di piano che la Regione sta per adottare. Inserirà una clausola esplicita. Tale clausola impedirà ogni nuovo ampliamento delle discariche. Questo vale rispetto a quanto già previsto in precedenza. La sua dichiarazione è stata riportata da una nota dell'ufficio stampa dell'Assemblea.

Le decisioni passate e l'eredità della precedente amministrazione

L'assessore ha fatto riferimento a un avviso pubblico. Questo avviso è stato depositato dalla società Orvieto Ambiente. L'avviso cita testualmente la delibera regionale 2/2022. Tale delibera stabiliva la necessità di garantire la stabilità del sistema regionale. Ciò sarebbe avvenuto estendendo la capacità residua delle discariche strategiche. Si parlava di un milione di metri cubi aggiuntivi. Questi volumi dovevano essere distribuiti su tre impianti di riferimento regionale.

De Luca ha sottolineato che l'ampliamento della discarica 'Le Crete' di Orvieto. Questo ampliamento è una conseguenza diretta. È un'eredità vincolata e programmata dalla precedente amministrazione. Ha ricordato altri ampliamenti già avvenuti. L'ampliamento di Belladanza nel 2022. Questo ha comportato 300mila metri cubi. Un volume simile a quello previsto per Orvieto. Successivamente, c'è stato l'ampliamento di Borgogiglione per 605mila metri cubi.

Il piano rifiuti e la contraddizione sull'inceneritore

La delibera del novembre 2022 ha integrato questi ampliamenti nel Piano dei rifiuti attualmente in vigore. De Luca ha spiegato che questi ampliamenti erano pensati per supportare la fase transitoria. Servivano anche per la fase successiva alla realizzazione di un termovalorizzatore. Il piano specificava che l'ampliamento di Orvieto era previsto tra il 2027 e il 2030. L'assessore ha evidenziato una contraddizione. Se gli ampliamenti servivano all'inceneritore, come si può sostenere che la mancata realizzazione di quest'ultimo non avrebbe comportato tali espansioni?

Ha definito questa posizione un controsenso. La delibera del 2022, ha aggiunto De Luca, non è più revocabile. Il piano dei rifiuti l'ha fatta propria. Il procedimento autorizzativo è stato avviato. È subordinato al piano vigente. Revocarla sarebbe inefficace. Il piano dei rifiuti ha un rango normativo superiore. Le procedure autorizzative seguono le regole vigenti al momento della loro esplicazione.

La replica di Simonetti e le implicazioni

Nella sua replica, il consigliere Luca Simonetti si è dichiarato soddisfatto della risposta ricevuta. Ha invitato l'assessore a trasmettere gli atti al Comune di Orvieto. Secondo Simonetti, questa è la prova definitiva. Dimostra che l'inceneritore non chiude il ciclo dei rifiuti. Anzi, secondo lui, porta rifiuti speciali in discarica. La discussione evidenzia le complessità nella gestione dei rifiuti. E le eredità delle decisioni amministrative passate.

Le decisioni sulla gestione dei rifiuti e degli impianti di smaltimento sono cruciali. Hanno un impatto ambientale ed economico significativo. Il nuovo piano regionale mira a un approccio più sostenibile. Evitando l'espansione delle discariche. La questione dell'inceneritore e del suo legame con le discariche rimane un punto centrale del dibattito politico.

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