Condividi

A Napoli si è svolto un flash mob per sensibilizzare sull'emergenza 'cooling poverty' nelle periferie urbane. L'iniziativa di Legambiente mira a chiedere città più fresche e giuste di fronte ai cambiamenti climatici.

Flash mob contro la cooling poverty

Un'azione di protesta creativa si è tenuta a Napoli, in largo Berlinguer. I partecipanti hanno utilizzato bacinelle d'acqua per rinfrescarsi i piedi. Hanno anche effettuato misurazioni della pressione sanguigna. L'evento è stato organizzato da Legambiente. Si è svolto alla vigilia della giornata nazionale dedicata alle periferie urbane. Fa parte della campagna nazionale "Che caldo che fa!". Lo slogan completo è "Contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste".

L'iniziativa simula gesti quotidiani di resistenza al caldo intenso. Un grande striscione chiedeva esplicitamente "città più fresche e più giuste". L'evento partenopeo, con focus sul quartiere San Pietro a Patierno, è solo la prima tappa. Altre città italiane vedranno azioni simili nei prossimi giorni. Milano ospiterà un evento il 30 giugno nel quartiere Giambellino. Terni seguirà il 10 luglio in piazza della Pace. Roma vedrà un'iniziativa il 14 luglio ad Alessandrino. Torino è prevista per il 22 luglio a Barriera. Bari concluderà il ciclo il 30 luglio nel quartiere San Paolo.

L'Italia e il caldo estremo

Uno studio recente ha messo in luce la vulnerabilità italiana. L'Imperial College London ha analizzato 854 città. I dati indicano l'Italia come il Paese europeo più colpito dal caldo estremo. Nel solo anno 2025, sono state registrate ben 4.597 vittime. Questo dato è allarmante. Le periferie a basso reddito emergono come l'anello più debole. Sono particolarmente colpite dalla cosiddetta "cooling poverty".

Questa condizione descrive l'incapacità di mantenere temperature confortevoli. Riguarda sia le abitazioni che gli spazi urbani. Il caldo estremo rende questa situazione insostenibile. Le aree meno abbienti soffrono maggiormente. La mancanza di risorse aggrava il problema. Le infrastrutture urbane spesso non sono adeguate. La densità abitativa può peggiorare la situazione.

Richieste a gran voce

Mariateresa Imparato, responsabile Giustizia Climatica di Legambiente, ha commentato l'iniziativa. Ha sottolineato come le misure emergenziali non siano sufficienti. Il caldo estremo si manifesta già dall'inizio dell'estate. Sono necessarie strategie a lungo termine. Sono passati più di due anni dall'approvazione del piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Nonostante ciò, il governo non ha ancora stanziato le risorse necessarie. Questo impedisce ai comuni di implementare azioni concrete.

Le azioni concrete sono fondamentali. Devono mirare a rendere le città più fresche e più giuste. La giustizia climatica è un tema centrale. Le comunità più vulnerabili devono essere protette. Le città devono diventare più resilienti. L'urbanistica e la pianificazione territoriale giocano un ruolo chiave. La creazione di spazi verdi e aree ombreggiate è essenziale. Anche la riqualificazione degli edifici per migliorare l'isolamento termico è importante. La gestione delle acque urbane può contribuire a mitigare le isole di calore. La collaborazione tra enti locali e cittadini è cruciale per il successo di queste iniziative.

Domande frequenti

Cos'è la 'cooling poverty'?

La 'cooling poverty' è la difficoltà o l'impossibilità per le persone, specialmente quelle a basso reddito, di mantenere le proprie abitazioni e gli spazi urbani a una temperatura confortevole durante periodi di caldo estremo, a causa di costi energetici elevati o mancanza di infrastrutture adeguate.

Quali sono le città italiane più colpite dal caldo estremo?

Secondo uno studio citato, l'Italia è il Paese europeo più colpito dal caldo estremo, con un elevato numero di vittime registrate. Le periferie a basso reddito sono identificate come le aree più vulnerabili a questo fenomeno.

Questa notizia riguarda anche: