L'ex area Bic di Terni è destinata a diventare un centro di eccellenza per la ricerca e l'innovazione. L'accordo tra Invimit Sgr e Rse mira a creare un polo tecnologico focalizzato sulla transizione energetica, attirando startup e investimenti.
Nuova vita per l'ex Bic di Terni
L'ex sito industriale Bic di Terni si prepara a una profonda trasformazione. L'obiettivo è la creazione di un moderno polo dedicato alla ricerca e all'innovazione. Questo ambizioso progetto vedrà la luce grazie a un accordo strategico tra Invimit Sgr e Rse (Ricerca sul sistema energetico).
L'iniziativa è stata presentata ufficialmente durante un importante incontro intitolato “Umbria: valore, sviluppo, futuro”. L'evento si è tenuto proprio a Terni, sottolineando l'importanza locale del progetto. L'accordo siglato tra le due società a giugno scorso pone le basi per valorizzare il patrimonio pubblico esistente.
La finalità è attrarre nuovi investimenti significativi. Si punta inoltre a favorire la nascita e lo sviluppo di attività economiche innovative. Questo piano rappresenta un passo cruciale per il rilancio del tessuto produttivo locale.
Focus sulla transizione energetica
Un elemento centrale del nuovo polo sarà la transizione energetica. Si cercherà di attrarre startup e ricercatori attivamente impegnati in questo settore cruciale. L'ex Bic diventerà un vero e proprio incubatore di idee e progetti legati alla sostenibilità ambientale.
Franco Cotana, amministratore delegato di Rse, ha espresso grande ottimismo. Ha dichiarato che l'ex Bic possiede tutte le potenzialità necessarie. Potrebbe infatti diventare un punto di riferimento fondamentale. Sarà un luogo di incontro per startup, ricercatori e aziende. Questi soggetti sono tutti impegnati nella transizione energetica e nella sostenibilità.
L'idea è quella di creare un ecosistema fertile. Un ambiente dove le nuove tecnologie possano prosperare. Si favoriranno le collaborazioni tra il mondo accademico e quello imprenditoriale. L'obiettivo è accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative per le sfide ambientali.
Valorizzare il patrimonio pubblico
L'accordo tra Invimit Sgr e Rse si inserisce in un contesto più ampio di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. Questo approccio mira a trasformare beni sottoutilizzati in motori di crescita economica e sociale.
Stefano Scalera, amministratore delegato di Invimit Sgr, ha fornito dettagli sul piano. Ha spiegato che la Regione Umbria sta attivamente lavorando alla ricognizione degli immobili. Esistono fondi disponibili sul territorio. C'è tempo fino a dicembre per accedere al fondo per l'Housing sociale.
Scalera ha fissato una scadenza ambiziosa. L'obiettivo è consegnare progetti completati entro la fine del 2030. Ha però lanciato un avvertimento importante. Senza un'adeguata allocazione delle risorse attualmente disponibili, non sarà possibile attivare ulteriori fondi a livello nazionale. Questo sottolinea l'urgenza di procedere con decisione.
Michela Sciurpa, membro del consiglio di amministrazione di Invimit, ha portato un esempio concreto. Ha ricordato l'esperienza di REgenera in Umbria. Un immobile a Perugia, rimasto inutilizzato per oltre vent'anni, è ora destinato a diventare uno studentato. Questo dimostra la fattibilità del modello.
Per Terni, la sfida è chiara. Si tratta di trasformare il patrimonio pubblico in una vera e propria leva di sviluppo. Un catalizzatore per l'innovazione e la crescita.
Partecipazione istituzionale e attori locali
L'incontro di presentazione ha visto la partecipazione di diverse figure chiave. Erano presenti l'assessore regionale Francesco De Rebotti. Presente anche l'assessore comunale Sergio Cardinali. Hanno partecipato anche rappresentanti dell'Università di Perugia.
Erano inoltre presenti delegati di Sviluppumbria. Non sono mancate le associazioni imprenditoriali locali. Questa ampia partecipazione sottolinea il sostegno trasversale al progetto.
L'iniziativa si lega anche al secondo pilastro del Piano Casa. Questo piano mira a riqualificare e rendere nuovamente operativi immobili dismessi. L'ex Bic di Terni rappresenta un caso emblematico di questa strategia. La sua riconversione in un polo di innovazione è un segnale forte.
La collaborazione tra enti pubblici e privati è fondamentale. Solo attraverso un impegno congiunto si potranno raggiungere gli obiettivi prefissati. La trasformazione dell'ex Bic non è solo un progetto immobiliare. È un investimento nel futuro tecnologico ed economico della città e della regione.
L'area dell'ex Bic, un tempo simbolo di un'industria tradizionale, si appresta a diventare un avamposto di innovazione. Un luogo dove le idee prendono forma e si trasformano in opportunità concrete. La transizione energetica e la sostenibilità saranno i pilastri su cui si fonderà questo nuovo centro nevralgico.
L'impegno delle istituzioni e degli attori economici locali è tangibile. La volontà di creare un ambiente favorevole all'innovazione è chiara. L'ex Bic di Terni si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Un capitolo all'insegna della ricerca, della tecnologia e dello sviluppo sostenibile.
Il progetto mira a creare sinergie. Si vuole stimolare la nascita di nuove imprese. Si punta a trattenere i talenti sul territorio. L'obiettivo finale è rafforzare la competitività dell'Umbria nel panorama nazionale e internazionale dell'innovazione.