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L'ex sede del Bic di Terni è destinata a diventare un centro nevralgico per la ricerca, l'innovazione e le startup, con un focus specifico sulla transizione energetica. Un accordo tra Invimit Sgr e Rse segna l'avvio di questo ambizioso progetto.

Nuova vita per l'ex Bic di Terni

L'area dell'ex Bic a Terni si prepara a una profonda trasformazione. L'obiettivo è creare un polo dedicato alla ricerca e all'innovazione. Particolare attenzione sarà rivolta ai temi della transizione energetica. Questo ambizioso progetto prende forma grazie a un accordo tra Invimit Sgr e Rse (Ricerca sul sistema energetico). La presentazione ufficiale è avvenuta durante l'incontro intitolato "Umbria: valore, sviluppo, futuro" tenutosi nella città umbra.

L'iniziativa segna l'avvio operativo del protocollo d'intesa siglato tra le due società nel mese di giugno. L'intento principale è quello di valorizzare il patrimonio pubblico esistente. Si punta ad attrarre significativi investimenti. L'obiettivo finale è favorire la nascita e lo sviluppo di nuove attività economiche sul territorio.

Focus sulla transizione energetica e il patrimonio pubblico

L'accordo tra Invimit Sgr e Rse pone le basi per un futuro più sostenibile per l'area dell'ex Bic. La trasformazione in un polo per la ricerca e l'innovazione, con un occhio di riguardo alla transizione energetica, è vista come una grande opportunità. Questo progetto mira a stimolare l'economia locale.

Franco Cotana, amministratore delegato di Rse, ha espresso grande fiducia nelle potenzialità dell'ex Bic. Ha dichiarato che la struttura "ha tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento per startup, ricercatori e aziende impegnati nella transizione energetica e nella sostenibilità". Le sue parole sottolineano la visione strategica dietro questa riqualificazione.

Michela Sciurpa, membro del consiglio di amministrazione di Invimit, ha evidenziato l'importanza di trasformare il patrimonio pubblico in una leva di sviluppo concreto. Ha citato l'esperienza positiva di REgenera in Umbria. In quel caso, un immobile a Perugia, inutilizzato da oltre vent'anni, è stato destinato a diventare uno studentato. Questo dimostra come la riqualificazione di beni pubblici possa portare benefici tangibili.

Il Piano Casa e le scadenze imminenti

Durante l'incontro a Terni, è stato affrontato anche il secondo pilastro del Piano Casa. Stefano Scalera, amministratore delegato di Invimit Sgr, ha fornito dettagli importanti. Ha spiegato che la Regione Umbria sta attivamente lavorando alla ricognizione degli immobili disponibili. Esistono fondi dedicati pronti per essere utilizzati. Tuttavia, è fondamentale rispettare le scadenze.

Scalera ha avvertito che c'è tempo fino a dicembre per poter accedere al fondo per l'Housing sociale. Ha inoltre sottolineato la necessità di agire tempestivamente. "Il nostro obiettivo è consegnare progetti chiusi al massimo alla fine del 2030", ha affermato. La sua dichiarazione è un monito chiaro: "Senza l'allocazione delle risorse disponibili non sarà possibile attivare ulteriori fondi nazionali".

La dichiarazione di Scalera evidenzia l'urgenza di definire e implementare i progetti. La mancata allocazione delle risorse potrebbe compromettere l'accesso a finanziamenti futuri, sia a livello regionale che nazionale. Questo sottolinea la criticità del momento per la pianificazione e l'attuazione delle iniziative.

Un incontro per il futuro dell'Umbria

L'incontro "Umbria: valore, sviluppo, futuro" ha visto la partecipazione di diverse figure chiave. Oltre a Stefano Scalera e Michela Sciurpa di Invimit Sgr, e Franco Cotana di Rse, erano presenti rappresentanti istituzionali e del mondo accademico. Tra questi, l'assessore regionale Francesco De Rebotti e l'assessore comunale Sergio Cardinali.

Hanno partecipato anche delegazioni dell'Università di Perugia, di Sviluppumbria e delle principali associazioni imprenditoriali del territorio. La presenza di questi attori dimostra l'ampio consenso e l'interesse verso il progetto di riqualificazione dell'ex Bic e le strategie di sviluppo per la regione. La collaborazione tra pubblico e privato è considerata fondamentale.

La discussione ha toccato vari aspetti dello sviluppo economico e sociale dell'Umbria. La trasformazione dell'ex Bic rappresenta un tassello importante di una strategia più ampia. Questa strategia mira a rilanciare l'economia regionale attraverso l'innovazione e la valorizzazione delle risorse esistenti. L'attenzione alla transizione energetica risponde alle sfide globali attuali.

Il potenziale dell'ex Bic per l'innovazione

L'ex sede del Bic di Terni, con la sua posizione strategica e le infrastrutture esistenti, offre un terreno fertile per la nascita di un ecosistema dell'innovazione. La sua riconversione in un polo per startup e ricerca è vista come un passo fondamentale per attrarre talenti e investimenti. La focalizzazione sulla transizione energetica posiziona Terni all'avanguardia in un settore in rapida crescita.

Le startup che opereranno all'interno del nuovo polo potranno beneficiare di un ambiente stimolante. Avranno accesso a laboratori, spazi di co-working e opportunità di networking. La collaborazione con Rse garantirà un collegamento diretto con il mondo della ricerca scientifica e tecnologica nel campo dell'energia. Questo favorirà lo sviluppo di soluzioni innovative e sostenibili.

L'iniziativa è parte di un più ampio sforzo per rivitalizzare aree industriali dismesse o sottoutilizzate. La trasformazione dell'ex Bic non è solo un progetto immobiliare, ma un investimento nel futuro economico e tecnologico della regione. L'obiettivo è creare un circolo virtuoso di innovazione, occupazione e crescita.