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L'Umbria affronta oltre 2.000 ricoveri annuali per ictus, con una rete sanitaria che mostra risultati eccellenti nei trattamenti. La regione punta a garantire cure paritarie per tutti i cittadini.

I numeri dell'ictus in Umbria

Ogni anno, la regione Umbria registra più di 2.000 ricoveri a causa dell'ictus. Di questi, circa il 67-70% sono di tipo ischemico. Il restante 30-33% riguarda invece ictus emorragici.

La mortalità varia significativamente tra le due forme. Le forme emorragiche presentano un tasso di mortalità superiore al 20%. Quelle ischemiche si attestano invece intorno all'8%. Questi dati sono stati resi noti in occasione della Giornata Mondiale dell'Ictus.

Evoluzione dei ricoveri e trattamenti

Il confronto tra il 2020 e il 2025 mostra un quadro epidemiologico in evoluzione. I ricoveri per ictus ischemico sono passati da 1.379 nel 2020 a 1.345 nel 2025. Nei primi otto mesi del 2026 si sono registrati 896 casi.

I ricoveri per ictus emorragico sono rimasti più stabili. Si contavano 614 casi nel 2020 e 659 nel 2025. Nei primi otto mesi del 2026 sono stati 444.

I trattamenti acuti hanno visto un incremento. I pazienti trattati con trombosi sono aumentati da 163 nel 2020 (11,8%) a 177 nel 2025 (13,2%). Nei primi otto mesi del 2026 sono state eseguite 108 procedure.

Eccellenza nella trombectomia e riperfusione

Le procedure di trombectomia meccanica, ad alta complessità, sono cresciute oltre il 61%. Si è passati da 104 interventi nel 2020 a 168 nel 2025. Nei primi otto mesi del 2026 sono state effettuate 72 procedure.

Circa il 15% dei pazienti con ictus ischemico riceve trattamenti tempestivi per ripristinare il flusso cerebrale. Questa percentuale supera ampiamente la media nazionale, attestandosi come un'eccellenza assoluta.

La Rete Regionale dell'Ictus: un modello Hub & Spoke

Il successo è attribuito alla Rete Regionale dell'Ictus. Questo modello organizza le cure secondo una logica Hub & Spoke. Garantisce continuità assistenziale attraverso tre fasi: pre-ospedaliera, ospedaliera acuta e riabilitativa territoriale.

I centri Hub si trovano negli ospedali di Perugia e Terni. Dispongono di Stroke Unit di II Livello. Offrono neurochirurgia e neuroradiologia interventistica h24, oltre a monitoraggio intensivo.

I centri di I livello sono situati negli ospedali di Città di Castello, Gubbio-Gualdo Tadino (Branca), Foligno e Orvieto. Possono stabilizzare i pazienti, somministrare trombolisi d'urgenza e avvalersi di teleconsulti con i centri Hub.

Priorità alla salute e parità di accesso

La gestione dell'ictus è una priorità di sanità pubblica, come sottolinea la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. L'obiettivo è garantire a ogni cittadino, indipendentemente dal comune di residenza, un accesso immediato a cure di altissimo livello.

La Rete Ictus dell'Umbria, in aggiornamento con i PDTA, dimostra la capacità della sanità regionale di fare squadra. Si mira a tutelare la vita e l'autonomia dei pazienti, riducendo le diseguaglianze assistenziali.

La direttrice regionale Salute e welfare, Daniela Donetti, evidenzia l'importanza di ogni minuto quando si attiva il 'codice ictus'. Il raggiungimento del 15% di pazienti con ictus ischemico trattati tempestivamente è un traguardo notevole. Questo è possibile grazie alla solidità della rete tempo-dipendente e alla collaborazione tra centri Spoke e Hub.

L'ictus richiede un approccio multidisciplinare. L'integrazione tra i diversi livelli di cura, guidata dall'alta competenza dei professionisti, rappresenta un modello virtuoso per la salvaguardia della vita e dell'autonomia dei pazienti.

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