La presidente Stefania Proietti affronta la questione della carenza di medici di base nell'USL Umbria 2, evidenziando una capacità di accoglienza residua significativa. Forza Italia solleva dubbi sulla copertura assistenziale.
Carenza medici di base nell'Umbria 2
Forza Italia ha interrogato la presidente Proietti. La richiesta riguardava la mancanza di medici di medicina generale. L'azienda sanitaria Usl Umbria 2 presenta diverse zone scoperte. Si parla di 94 zone carenti. Di queste, 31 si trovano nel distretto di Terni. Altre 16 sono localizzate tra Narni e Amelia. La questione è stata sollevata durante una seduta consiliare. I consiglieri Laura Pernazza e Andrea Romizi hanno presentato l'interrogazione. La loro preoccupazione principale è la copertura sanitaria dei cittadini.
La risposta della presidente Proietti
La presidente Stefania Proietti ha fornito una risposta dettagliata. Ha spiegato che il numero di assistiti senza un medico convenzionato è di 8.908. Tuttavia, ha sottolineato una capacità di assorbimento notevole. I medici di medicina generale già attivi possono accogliere 34.150 scelte aggiuntive. Sono stati implementati strumenti incentivanti. Questi strumenti sono destinati ai medici che operano in zone considerate disagiate. La presidente ha voluto rassicurare sulla copertura effettiva dei servizi sanitari.
Dati e capacità di accoglienza
Nel mese di ottobre 2026, gli assistiti con più di 14 anni senza un medico convenzionato nell'Usl Umbria 2 erano 8.908. Questi dati sono suddivisi per distretti: Valnerina (1.018), Foligno (1.727), Spoleto (1.129), Orvietano (983), Narni-Amelia (1.224) e Ternano (2.827). La presidente Proietti ha chiarito che questo numero non indica una reale mancanza di copertura. Include infatti persone che hanno scelto di non iscriversi. Ci sono anche domiciliati o assistiti altrove. Alcuni sono seguiti da pediatri anche se maggiorenni. Il punto cruciale è la capacità residua dei medici attuali. Questa capacità è di 34.150 scelte. Questo dato supera ampiamente il numero di assistiti scoperti. La domanda assistenziale può essere pienamente soddisfatta.
Incentivi per le zone disagiate
La presidente ha ribadito la presenza di margini per assorbire la domanda. Questo avviene tramite i medici convenzionati esistenti. Per quanto riguarda le aree disagiate, l'Usl Umbria 2 è consapevole delle criticità. Territori come la Valnerina sono più esposti alla carenza di personale. Per questo motivo, l'azienda promuove misure per rendere queste aree più attrattive. La delibera regionale 456 prevede un incentivo economico. I medici che lavorano in zone disagiate ricevono il 10% in più per ogni assistito. Inoltre, la delibera 586 del 2026 recepisce un accordo regionale. Questo accordo offre un compenso aggiuntivo per incentivare la permanenza in tali aree. Le aziende possono anche mettere a disposizione locali pubblici per studi medici. Rimangono attive misure finanziate dal fondo per la continuità assistenziale. Questo fondo è previsto per l'area interna della Valnerina.
Il ruolo del medico di medicina generale
Il consigliere Laura Pernazza ha evidenziato l'importanza del medico di medicina generale. Lo ha definito il primo punto di accesso al Servizio Sanitario Regionale. È anche un presupposto fondamentale per le case della comunità. L'Accordo Collettivo Nazionale per la medicina generale, siglato tra Stato e Regioni il 4 aprile 2024, definisce i ruoli. Affida alle Regioni e alle aziende l'individuazione delle zone carenti. Le misure ulteriori sono demandate agli accordi integrativi regionali. La discussione verte sull'applicazione di queste norme sul territorio.