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Sindacati metalmeccanici chiedono a Stellantis Termoli nuove produzioni, inclusi motori ibridi italiani, per garantire l'occupazione. Preoccupazione per il futuro dello stabilimento e per circa 800 lavoratori a rischio esubero.

Nuove produzioni per lo stabilimento Stellantis

La Uilm, la Fim-Cisl e l'Ugl hanno espresso forte preoccupazione. I loro segretari nazionali hanno visitato lo stabilimento di Termoli. Hanno incontrato i lavoratori per discutere del futuro dell'impianto. La richiesta principale è l'introduzione di nuove lavorazioni. Si punta in particolare a un motore ibrido di produzione italiana. Questa mossa è vista come fondamentale per il sito molisano. Ma anche per l'intera rete produttiva di Stellantis in Italia. Le vetture interessate sarebbero quelle di marchi come Alfa e Maserati.

Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, ha sottolineato la necessità di un intervento governativo. Ha chiesto di agire sulla competitività e sul costo dell'energia. Ha anche sollecitato un ripensamento delle politiche europee sull'elettrificazione. Queste politiche, secondo Ficco, non giovano all'ambiente. Penalizzano invece gravemente l'industria automobilistica nazionale.

Preoccupazione per l'occupazione e il futuro

La produzione di un nuovo cambio per motori ibridi inizierà a Termoli il 9 ottobre. Tuttavia, questa nuova attività non sembra sufficiente. Non basterà ad assorbire tutta la forza lavoro presente nello stabilimento. Si stima che circa 800 operai potrebbero trovarsi in esubero. Questa è una delle principali preoccupazioni sollevate dai rappresentanti sindacali. La situazione è definita «pericolosa e drammatica» da Marco Laviano, segretario Fim-Cisl Molise. Egli ha evidenziato l'importanza di considerare anche la componentistica. Tutto ciò che può assicurare occupazione futura deve essere valutato attentamente.

Le richieste per Termoli sono chiare e urgenti. Servono motori e cambi per assicurare il presente e il breve termine. Ma è necessario anche pensare a nuove produzioni legate all'auto elettrica. Questo per costruire un futuro solido per lo stabilimento. Termoli deve rimanere un sito strategico nel sistema produttivo di Stellantis. Il futuro dell'automotive italiano e dello stabilimento molisano non può basarsi solo su annunci. Sono necessari investimenti concreti. Servono produzioni, volumi di lavoro e occupazione. E tutto questo è richiesto con urgenza.

Le richieste dei sindacati

I segretari regionali, insieme ai rappresentanti nazionali, hanno concluso una serie di incontri con gli operai. Hanno ribadito la loro preoccupazione per il futuro dell'impianto. La necessità di nuove lavorazioni è sentita come un'urgenza impellente. La produzione del nuovo cambio è considerata una risposta parziale. Non risolve il problema della potenziale eccedenza di personale. La dipendenza da produzioni come i motori Gme e Gse e il nuovo cambio legato alle richieste di Melfi crea incertezza. I sindacati chiedono un piano industriale chiaro. Un piano che garantisca stabilità occupazionale a lungo termine. La transizione verso l'elettrico deve essere gestita in modo da non lasciare indietro i lavoratori. L'obiettivo è mantenere Termoli un centro di eccellenza produttiva. L'industria automobilistica italiana ha bisogno di un rilancio. E lo stabilimento di Termoli deve essere parte integrante di questo rilancio.

Le assemblee con i lavoratori hanno evidenziato un clima di attesa e preoccupazione. I sindacati si fanno portavoce delle istanze dei lavoratori. Chiedono risposte concrete e investimenti tangibili. L'appello è rivolto sia all'azienda che al governo. È necessario un impegno congiunto per assicurare un futuro prospero allo stabilimento. E per salvaguardare i posti di lavoro. La richiesta di un motore ibrido italiano è un segnale forte. Indica la volontà di valorizzare le competenze interne. E di contribuire a una mobilità sostenibile. Ma con un occhio attento alle esigenze dell'industria nazionale. La situazione richiede azioni immediate. Non si possono più rimandare decisioni cruciali per il futuro del sito.