Lavoratori Kuehne+Nagel di Termoli in sciopero a oltranza chiedono l'intervento del ministro Urso per scongiurare la chiusura dello stabilimento e la perdita di 54 posti di lavoro. L'azienda logistica, legata a Stellantis, teme trasferimenti produttivi all'estero a causa dei dazi.
Sciopero a oltranza per 54 posti di lavoro
I dipendenti della Kuehne+Nagel, situata nel nucleo industriale di Termoli, hanno proclamato uno sciopero a oltranza. La protesta è scaturita dall'annuncio di chiusura dello stabilimento previsto per marzo 2027. Questa decisione mette a rischio il futuro di 54 lavoratori e delle loro famiglie, che risiedono nella provincia di Campobasso.
I manifestanti si sono radunati davanti ai cancelli dell'azienda, esprimendo la loro preoccupazione per l'imminente perdita del posto di lavoro. La situazione è diventata insostenibile per molti, che ora chiedono un intervento concreto per trovare una soluzione.
La Kuehne+Nagel opera nel settore della logistica e ha un legame stretto con la Stellantis, importante casa automobilistica. La dipendenza da questa collaborazione rende i lavoratori particolarmente vulnerabili a decisioni strategiche che esulano dalla gestione quotidiana dello stabilimento molisano.
Appello al ministro Urso per salvare il sito produttivo
Di fronte a questa grave crisi occupazionale, i sindacati e i lavoratori hanno rivolto un accorato appello al ministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Adolfo Urso. Si chiede al governo un impegno attivo per scongiurare la chiusura e garantire la continuità operativa del sito.
Il timore principale riguarda il motore T4, un componente prodotto nello stabilimento Stellantis di Termoli e destinato al mercato statunitense. L'introduzione di dazi sull'importazione di questo componente potrebbe spingere l'azienda a trasferire la linea di produzione direttamente in America, lasciando così vuoto lo stabilimento di Termoli.
Questa prospettiva è inaccettabile per i lavoratori, che vedono minacciata la loro stabilità economica e il futuro della loro comunità. La mobilitazione mira a sensibilizzare le istituzioni e a trovare alternative concrete.
Le ragioni della protesta e le richieste sindacali
Francesco Guida, segretario regionale della Uilm Molise, ha espresso la sua delusione per la mancanza di dialogo da parte della dirigenza Kuehne+Nagel. «Nessun responsabile di K&N è venuto qui a Termoli», ha dichiarato Guida, sottolineando l'assenza di un confronto costruttivo.
Il sindacalista contesta fermamente la presunta mancanza di volontà politica da parte dell'azienda nel cercare soluzioni alternative per il sito di Termoli. «Noi contestiamo il fatto che non ci sia stata nessuna volontà politica dell'azienda di trovare altre attività per questo sito», ha affermato Guida.
La Uilm Molise evidenzia come Kuehne+Nagel stia invece effettuando nuovi investimenti in altre regioni italiane, come Bari e Napoli. Questo contrasta fortemente con la decisione di abbandonare Termoli, creando un senso di ingiustizia tra i lavoratori locali.
La richiesta è chiara: «Siamo un'azienda di logistica, chiediamo che K&N rimanga in Molise», ha insistito Guida. L'obiettivo è garantire la tranquillità di 50 famiglie e assicurare che una parte delle attività dell'azienda possa essere mantenuta in Molise, una regione che necessita di stabilità occupazionale.
Il contesto economico e le prospettive future
La situazione di Termoli e del suo polo industriale è delicata. La presenza di grandi aziende come Stellantis ha storicamente rappresentato un motore per l'economia locale, ma le dinamiche globali e le politiche commerciali internazionali possono avere ripercussioni significative. I dazi doganali, in particolare, rappresentano uno strumento che può alterare le catene di approvvigionamento e le strategie produttive delle multinazionali.
La decisione di spostare la produzione di un componente come il motore T4 potrebbe essere dettata da una logica di ottimizzazione dei costi, ma a scapito dell'occupazione locale. L'appello al ministro Urso mira a inserire la vicenda in un contesto di politica industriale nazionale, cercando di ottenere incentivi o garanzie che possano convincere Kuehne+Nagel a riconsiderare la sua posizione.
Il sindacato spera che il governo possa esercitare la sua influenza per preservare i posti di lavoro e il know-how presente nello stabilimento di Termoli. La mobilitazione dei lavoratori è un segnale forte che richiede attenzione e risposte concrete da parte delle istituzioni e dell'azienda. La speranza è che si possa trovare un accordo che garantisca un futuro sostenibile per tutti, evitando la chiusura e la conseguente perdita di un importante presidio occupazionale nella regione.
La vertenza Kuehne+Nagel si inserisce in un quadro più ampio di sfide per il settore logistico e manifatturiero italiano. La capacità di attrarre e mantenere investimenti, soprattutto in aree economicamente più fragili, è fondamentale per la crescita del Paese. L'esito di questa protesta potrebbe avere implicazioni significative per il futuro del lavoro nel Molise.