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A Termoli, la presenza dell'Esercito alla fiera del fumetto ha scatenato critiche. Sinistra Italiana e l'assemblea 'Palestina libera' contestano la promozione della vita militare in un contesto ludico.

Critiche alla presenza militare in un evento ludico

La città di Termoli ospita un evento dedicato a fumetti, manga e cosplayer. Tra le attrazioni, è comparso uno stand dell'Esercito italiano. L'allestimento includeva grandi immagini di soldati in tenuta da combattimento con armi in pugno. Era possibile anche farsi fotografare con il proprio volto sovrapposto a quello di un militare.

Questa esposizione ha generato un dibattito acceso. Le critiche sono state sollevate principalmente dal circolo locale di Sinistra Italiana. Il partito ha espresso il proprio disappunto riguardo all'iniziativa.

Sinistra Italiana: "Promozione della carriera militare fuori luogo"

Secondo Sinistra Italiana, l'obiettivo dello stand sarebbe la promozione della carriera militare tra i più giovani. Il partito definisce questa iniziativa come «pessima». Ritengono che il tema della guerra, «quella vera», sia stato inserito in un contesto di svago e gioco. La presenza è considerata «del tutto fuori luogo».

Anche l'assemblea «Palestina libera» del Basso Molise ha espresso la propria posizione. Hanno invitato gli organizzatori a rivedere le loro decisioni. La loro argomentazione si basa sul fatto che «la guerra non è un gioco».

Si chiedono quale sia il legame tra l'Esercito e un evento dedicato ai Comics. Sottolineano come il fumetto, nella sua essenza, dovrebbe ripudiare la guerra. L'assemblea si dichiara disponibile a un confronto aperto. L'obiettivo è evitare future «compromissioni» simili a quella attuale.

Vincenzo Notarangelo: "Grave, non educativo per i giovani"

Il segretario regionale di Sinistra Italiana, Vincenzo Notarangelo, ha rincarato la dose. Ha definito l'accaduto un «fatto grave». Ha aggiunto che non si tratta di un'azione educativa nei confronti dei giovani. Il Comics, secondo lui, dovrebbe essere un momento di divertimento e aggregazione.

Non dovrebbe invece fomentare l'idea della guerra o creare divisioni. Le sue parole sottolineano la netta contrarietà del partito a questo tipo di presenze in contesti non militari.

«Palestina libera»: "Perché normalizzare la guerra?"

L'assemblea «Palestina libera» ha sollevato ulteriori interrogativi. Si sono chiesti perché il Comics debba diventare uno strumento di normalizzazione della guerra. Questo avviene in un periodo storico caratterizzato da un «gigantesco riarmo globale».

Hanno evidenziato l'aumento delle spese militari e la moltiplicazione dei conflitti. La costruzione di una «cultura della guerra» è vista come un fenomeno preoccupante. La loro sorpresa e preoccupazione aumentano considerando il target giovane dell'evento.

Si tratta di una fiera legata al fumetto e al gioco. Questi spazi dovrebbero essere dedicati all'immaginazione e alla creatività. L'idea che possano essere utilizzati per promuovere concetti legati alla guerra è fonte di grande perplessità.