La diga del Liscione è stata aperta per ragioni di sicurezza a causa delle abbondanti piogge. Milioni di metri cubi di acqua dolce sono stati rilasciati nel mare Adriatico, sollevando critiche per la perdita di una risorsa preziosa per l'agricoltura e la gestione della siccità.
Allerta rossa e apertura diga Liscione
Le autorità hanno disposto l'apertura delle paratie della diga del Liscione. Questa decisione è stata presa per gestire l'eccessiva pressione dell'acqua accumulata. Lo scarico di fondo è stato attivato per prevenire situazioni peggiori legate al maltempo.
Il consigliere regionale **Antonio Tutolo** ha definito la situazione uno «scempio». Ha spiegato che inizialmente sono stati rilasciati 60 metri cubi al secondo. In sole 24 ore, questo ha significato oltre 5 milioni di metri cubi d'acqua persi. La prospettiva era di raggiungere i 240 metri cubi al secondo.
Impatto sul territorio e critiche
L'apertura forzata della diga ha generato un'onda d'urto. Questa ha minacciato le aree del basso Molise. Diverse aziende nel Nucleo di Termoli sono state evacuate. I loro operai sono stati mandati a casa per precauzione. Le scuole sono rimaste chiuse in diverse zone.
Le strade sono state bloccate. Si sono registrati interventi per salvare persone intrappolate dall'innalzamento delle acque. Vi era il rischio di esondazioni tra Larino, Guglionesi e la zona industriale. Il consigliere Tutolo ha espresso amarezza per la perdita di una risorsa vitale.
Mancanza di infrastrutture e futuro
Tutolo ha sottolineato come quell'acqua rappresenti «l'ossigeno per la nostra agricoltura». È una garanzia per le aziende e una risposta alla siccità estiva. Ha criticato la mancata realizzazione della condotta Liscione-Occhito, il cosiddetto «Tubone».
Se quest'opera fosse stata completata, l'acqua non sarebbe finita in mare. Sarebbe stata invece immagazzinata per i periodi di siccità. Il consigliere ha attribuito la responsabilità alla «mancanza di visione degli ultimi decenni» piuttosto che al maltempo.
Vedere l'acqua dispersa, anche se per motivi di sicurezza, è stato descritto come un «pugno nello stomaco». Il fiume Biferno ha ricevuto un'onda d'urto. Questo ha messo a rischio campagne e strade. Vi era un potenziale pericolo per i residenti della zona.
L'«inerzia, politicamente e strategicamente», è stata definita un fallimento. Tutolo ha invitato a ricordare questa situazione quando si tornerà a parlare di restrizioni idriche. La sicurezza della diga è fondamentale. Tuttavia, l'incapacità di stoccare l'acqua è considerata un «crimine contro il futuro della Capitanata».
La dispersione di tale risorsa è vista come un'assurdità dannosa per il cuore e l'economia del territorio. Il consigliere ha promesso di continuare la sua battaglia per il completamento della condotta.
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