La regione Abruzzo si prepara a una revisione del sistema di gestione dell'acqua. La proposta di legge mira a ridurre gli attuali sei ambiti territoriali a uno o due, con l'obiettivo di ottimizzare i servizi e garantire tariffe eque. Particolare attenzione viene posta sulla gestione di Ruzzo Reti, considerata un'eccellenza regionale.
Riforma del sistema idrico regionale
Le audizioni sulla riforma del sistema idrico in Abruzzo si sono concluse. La proposta di legge, promossa dal presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, sarà presto votata. L'obiettivo è passare dagli attuali sei ambiti di gestione a uno o due, per rendere il sistema più efficiente. Questa riforma era attesa dal 2011.
Sospiri ha sottolineato l'importanza di superare i 'territorialismi' per creare un sistema idrico più coeso. Se la legge non venisse approvata, l'unica alternativa sarebbe indire una gara pubblica. Questo comporterebbe una probabile privatizzazione della gestione dell'acqua, uno scenario che si vuole evitare.
Ruzzo Reti: un modello di eccellenza
La gestione di Ruzzo Reti, che opera nella provincia di Teramo, è stata evidenziata come un esempio positivo. Secondo un report di Cittadinanzattiva, l'azienda vanta le bollette più economiche, un basso tasso di perdite idriche e un'elevata continuità nell'erogazione del servizio. Questi dati sono stati confermati anche da Arera, l'autorità di regolazione.
Arera ha riconosciuto l'efficacia dell'attività di Ruzzo Reti, premiando l'azienda con circa 1 milione e 300mila euro per il biennio 2022-2023. Il premio è stato assegnato per la continuità del servizio, l'adeguatezza del sistema fognario e la qualità dell'acqua depurata. Questi risultati dimostrano che una gestione pubblica può essere efficace.
Obiettivi e tempistiche della riforma
La riforma mira a garantire investimenti necessari per il settore idrico. Con la fine del periodo del Pnrr, è fondamentale accorpare i gestori per assicurare tariffe più giuste. Sospiri ha chiarito che il bene acqua rimarrà pubblico e la gestione 'in house' sarà privilegiata. La legge darà un ruolo centrale ai Comuni, con Ersi (l'Ente Regionale per i Servizi Idrici) come garante unico.
L'obiettivo è dimostrare che la gestione pubblica può competere con quella privata in termini di efficacia ed efficienza. La riforma, che inizierà ora, si completerà entro il 2031, quando scadrà l'affidamento all'ultimo gestore. La scelta dei nuovi ambiti si baserà su criteri oggettivi forniti da Ersi.
Un voto all'unanimità?
Il presidente Sospiri si augura che la proposta di legge possa essere approvata all'unanimità dal Consiglio regionale, con il supporto delle associazioni di categoria. Ha ribadito che l'alternativa all'approvazione della legge è la gara d'appalto, una soluzione che non andrebbe a beneficio dei cittadini abruzzesi. La riforma è vista come una scelta strategica per il futuro della regione.