Un'indagine della Guardia di Finanza ha smascherato la produzione e vendita di patch di moda contraffatte. L'operazione ha portato a una condanna per il produttore e a pesanti sanzioni per centinaia di acquirenti in tutta Italia.
Scoperta attività illegale di patch griffate
Un'estesa rete di produzione e commercializzazione di patch (toppe) non autentiche è stata individuata. L'operazione è frutto di un'indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Ascoli Piceno. L'attività investigativa è stata supervisionata dalla Procura di Teramo.
Gli agenti della Compagnia di San Benedetto del Tronto hanno monitorato attentamente le principali piattaforme di e-commerce. Hanno così individuato una ditta individuale. Questa aveva messo in vendita online circa 17mila patch. Riportavano marchi di famosi stilisti. Tra questi figurano Nike, Armani, Balenciaga, Louis Vuitton, Blauer e Levi's. Le toppe erano destinate ad abbellire capi di abbigliamento.
Sequestro di macchinari e materiale
Le indagini approfondite hanno portato a conseguenze legali per il titolare. È stato denunciato per contraffazione. Successivamente, è stata eseguita una perquisizione nei locali a sua disposizione. All'interno dell'opificio sono stati rinvenuti e sequestrati diversi elementi. Tra questi, due macchinari avanzati. Erano impiegati per la produzione in serie delle etichette illegali. Sono state confiscate anche apparecchiature informatiche. Trovate inoltre circa 800 patch già pronte per essere immesse sul mercato.
Condanna per l'imprenditore
Il procedimento penale ha raggiunto una conclusione in primo grado. È stato adottato il rito abbreviato. L'imprenditore è stato condannato a otto mesi di reclusione. Dovrà inoltre pagare una multa. È importante sottolineare il principio di presunzione di innocenza. Questo vale fino alla definizione definitiva della vicenda giudiziaria.
Sanzioni per gli acquirenti
L'analisi dei computer sequestrati ha rivelato dati cruciali. L'operazione è stata supportata dagli specialisti del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Ascoli Piceno. Sono stati identificati 779 acquirenti. Questi si trovavano in diverse parti d'Italia. Per loro sono scattate sanzioni amministrative. L'ammontare totale delle multe supera i 470mila euro. Gli acquirenti avevano acquistato prodotti. Il prezzo molto basso e le modalità di vendita facevano sospettare la violazione delle norme sulla proprietà industriale.
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