Una sedia vuota commemora Bakari Sako, giovane bracciante maliano ucciso a Taranto. L'evento 'Abitare la Pace' unisce comunità migranti e istituzioni in un appello alla fratellanza e al rispetto reciproco.
Commemorazione per Bakari Sako a Taranto
Una sedia vuota ha segnato la memoria di Bakari Sako. L'uomo, un bracciante di 35 anni, di origine maliana, è stato vittima di un omicidio. L'evento tragico è avvenuto all'alba del 9 maggio. La sua morte è avvenuta nella zona vecchia di Taranto.
L'iniziativa si è svolta nel Parco della Musica. L'evento era intitolato 'Abitare la Pace: dalla crisi alla comunità'. È stato promosso da una rete di firmatari della Carta della Pace. Ha visto la collaborazione del Comune di Taranto. L'evento rientrava nel Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS. Si è tenuto nel Parco della Musica-Baraccamenti Cattolica.
Erano presenti rappresentanti della comunità migrante. C'erano anche connazionali della vittima. Era presente anche lo zio di Sako. Un portavoce della comunità ha espresso il suo dolore. Ha affermato: «Bakari è l'unico che sta in pace adesso». Ha aggiunto: «Fa male la violenza su di lui, ma anche quella vista sui social». Ha lanciato un appello: «Restiamo umani: ci guidi il rispetto reciproco».
Un messaggio di pace e responsabilità
Al termine della commemorazione, sono state consegnate due targhe. La prima è andata alla comunità musulmana di Taranto. È stata un riconoscimento per «l'amicizia e il senso di responsabilità verso la città». La seconda targa è stata consegnata allo zio della vittima. Era dedicata al ricordo di «Bakari Sako, fratello in umanità».
Il presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano, ha letto una lettera. Il suo intervento si è concentrato sui valori civili. Ha sottolineato: «La libertà non è togliere la vita a qualcuno». Ha proseguito: «La libertà vera è poter vivere, attraversare il mondo senza paura». Ha concluso: «Ricordare Bakari significa scegliere da che parte stare: se della vita o della morte, se dalla parte dell'Io o dalla parte del Noi».
Liviano ha infine rivolto un appello alla politica. Ha affermato: «Anche la Politica deve vestire l'abito della responsabilità». Ha aggiunto: «e non smarrire la prospettiva educativa».