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La Fiom Cgil di Taranto e Puglia, guidata da Francesco Brigati, protesta a Taranto chiedendo al Governo di bloccare i licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva. Si sollecitano misure straordinarie, tutela del reddito e una prospettiva industriale chiara, con la minaccia di mobilitazioni permanenti.

Blocco licenziamenti nell'indotto ex Ilva

La sentenza della Corte d'Appello di Milano ha creato un rischio concreto. Questo potrebbe portare alla chiusura dell'area a caldo. L'anello più debole della catena produttiva ne pagherà le conseguenze più gravi. Lo ha dichiarato Francesco Brigati, segretario generale della Fiom Cgil per Taranto e la Puglia. Le sue parole sono giunte durante una manifestazione di protesta. L'evento ha visto cortei e blocchi stradali nella città di Taranto.

La preoccupazione principale riguarda i lavoratori dell'indotto. Questi sono considerati i più vulnerabili in questa fase critica. La situazione richiede un intervento immediato e deciso da parte delle istituzioni competenti. L'obiettivo è evitare un'ulteriore escalation di criticità occupazionali.

Richiesta di risposte e misure concrete

Brigati ha sottolineato la mancanza di risposte adeguate. Le richieste di intervento erano state avanzate al Mimit e a Palazzo Chigi. Tuttavia, non tutti i lavoratori hanno ricevuto garanzie. Questo include in modo particolare coloro che operano negli appalti. La necessità di misure straordinarie è impellente. È fondamentale garantire la tutela del reddito per i lavoratori interessati. Serve anche una prospettiva industriale solida e concreta per il futuro. Non si può più attendere per un altro decennio o quindici anni.

Il sindacalista ha evidenziato l'urgenza di un piano industriale chiaro. Questo deve definire le strategie future per il sito produttivo. La mancanza di certezze genera ansia e insicurezza tra i dipendenti e le loro famiglie. La situazione attuale non può protrarsi ulteriormente senza conseguenze sociali ed economiche.

Estensione benefici e mobilitazione permanente

Un'altra richiesta cruciale riguarda l'estensione dei benefici previdenziali. Questi sono legati all'esposizione all'amianto. Tali benefici dovrebbero essere garantiti anche ai lavoratori dell'indotto. Brigati ha inoltre chiesto il blocco immediato delle procedure di licenziamento collettivo. Questo è un passo necessario per preservare i posti di lavoro. La tutela dei lavoratori deve essere la priorità assoluta in questo momento.

La manifestazione odierna rappresenta solo l'inizio. È la prima iniziativa di una mobilitazione straordinaria e permanente. La Fiom Cgil non si fermerà. Continuerà a protestare e a chiedere risposte concrete. L'obiettivo è ottenere garanzie per tutti i lavoratori coinvolti. La lotta per la salvaguardia dell'occupazione e per un futuro industriale sostenibile proseguirà senza sosta.

Domande frequenti

Cosa chiede la Fiom Cgil riguardo all'ex Ilva di Taranto?

La Fiom Cgil, tramite il suo segretario Francesco Brigati, chiede al Governo di bloccare i licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva di Taranto. Inoltre, sollecita misure straordinarie, la tutela del reddito, una prospettiva industriale concreta e l'estensione dei benefici previdenziali legati all'amianto ai lavoratori dell'indotto. La sigla sindacale annuncia una mobilitazione permanente fino al raggiungimento di risposte per tutti.

Qual è la situazione dei lavoratori dell'indotto ex Ilva?

I lavoratori dell'indotto dell'ex Ilva di Taranto sono considerati l'anello più debole della catena produttiva. La sentenza della Corte d'Appello di Milano e il rischio di chiusura dell'area a caldo potrebbero avere conseguenze pesanti su queste figure professionali. La Fiom Cgil denuncia la mancanza di risposte adeguate per questi lavoratori, in particolare quelli degli appalti, e chiede misure urgenti per tutelarli.