La Corte d'Appello di Milano ha confermato per la seconda volta lo spegnimento degli altoforni dell'ex Ilva. La decisione pone il diritto alla salute al di sopra degli interessi economici, in attesa del giudizio della Cassazione.
Blocco altoforni ex Ilva confermato
La Corte d'Appello di Milano ha emesso un nuovo verdetto. Ha confermato la decisione di spegnere gli altoforni dell'ex Ilva. Questo provvedimento era già stato disposto a luglio. La scadenza per l'attuazione è fissata entro la fine di ottobre.
Il collegio giudicante ha respinto una seconda richiesta di sospensiva. Questa era stata presentata dai legali dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria. Anche AdI spa aveva avanzato la richiesta. L'obiettivo era sospendere il blocco dell'area a caldo. Si attendeva l'udienza in Cassazione, fissata per il 20 ottobre.
Diritto alla salute prevale sull'economia
La Corte ha sottolineato un principio fondamentale. Il diritto alla salute ha la precedenza. Questo vale anche di fronte al pericolo derivante dallo spegnimento degli impianti. La tutela della salute è considerata prevalente. Ciò avviene nel rispetto delle normative comunitarie e costituzionali.
La Corte d'Appello di Milano, sezione imprese, ha motivato la sua decisione. Ha respinto la seconda istanza di sospensiva. Ha quindi confermato il provvedimento di luglio. Questo impone il blocco dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto. L'attuazione deve avvenire entro il 28 ottobre.
Discussione e motivazioni della Corte
La discussione tra le parti si è svolta il 30 settembre. Il sostituto pg Angelo Renna ha chiesto il rigetto della nuova istanza. Questo dopo un precedente diniego l'11 settembre.
I legali dell'ex Ilva e di AdI hanno ribadito le loro argomentazioni. Hanno evidenziato un presunto danno irreparabile. Questo deriverebbe dallo spegnimento degli impianti. Hanno chiesto tempo fino alla decisione della Cassazione.
L'avvocato dei cittadini tarantini, Ascanio Amenduni, ha espresso un parere diverso. Ha affermato che l'impianto opera a regime minimo. Pertanto, non sussisterebbe alcun pregiudizio irreparabile.
La Cassazione e le emissioni nocive
L'ordinanza della Corte, di 12 pagine, chiarisce la posizione. La fissazione dell'udienza in Cassazione non modifica la situazione. I precedenti provvedimenti hanno già stabilito la prevalenza del diritto alla salute. Questo è dovuto alle emissioni nocive e alla presenza di amianto.
La Corte ha specificato che nulla cambia rispetto al passato. La tutela sostanziale degli interessi coinvolti rimane invariata. L'udienza in Cassazione è vista come una conseguenza dei ricorsi straordinari presentati.
Domande frequenti
Cosa ha deciso la Corte d'Appello di Milano riguardo all'ex Ilva?
La Corte d'Appello di Milano ha confermato per la seconda volta il blocco degli altoforni dell'ex Ilva, fissando la scadenza per lo spegnimento entro il 28 ottobre. La decisione pone il diritto alla salute al di sopra degli interessi economici.
Quando è prevista l'udienza in Cassazione?
L'udienza in Cassazione è fissata per il 20 ottobre. I legali dell'ex Ilva avevano chiesto una sospensiva fino a quella data, ma la richiesta è stata respinta dalla Corte d'Appello.
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