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La gestione degli asili nido a Taranto rimarrà pubblica. L'amministrazione valuta l'affidamento alla partecipata Kyma, scongiurando la privatizzazione e puntando sul mantenimento del servizio statale.

Nuova linea per gli asili nido comunali

Nessuna cessione a privati per gli asili nido di Taranto. L'amministrazione comunale ha chiarito la propria posizione. Si intende invece valutare l'affidamento di alcune strutture alla società partecipata Kyma. Questo approccio mira a preservare la titolarità e la natura pubblica del servizio educativo. La linea è stata delineata dall'assessore all'Istruzione Maria Lucia Simeone. L'incontro si è svolto con i rappresentanti sindacali di Usb. La questione è emersa dopo un precedente tentativo di esternalizzazione. Tale tentativo era stato avviato dalla giunta guidata da Rinaldo Melucci nel 2024. Successivamente, una gestione commissariale a marzo 2025 con Giuliana Perrotta aveva gestito la transizione. L'attuale amministrazione, guidata dal sindaco Piero Bitetti, insediatasi nel giugno 2025, ha modificato l'orientamento. Durante il confronto, il Comune ha smentito categoricamente le recenti voci di esternalizzazione. L'obiettivo è garantire la continuità del servizio educativo per i più piccoli.

Di fronte alle difficoltà nel reperire nuovi educatori nel breve termine, l'amministrazione ha annunciato uno studio di fattibilità. Questo studio servirà a valutare l'affidamento di alcuni degli undici asili nido esistenti alla società partecipata Kyma. L'assessore Simeone ha fornito rassicurazioni precise. Ha garantito che il servizio manterrà la sua titolarità pubblica. Il personale comunale attualmente impiegato nelle strutture sarà coinvolto. Ciò avverrà attraverso un distacco funzionale su base volontaria. Questa soluzione permetterà di mantenere l'organico necessario. Si eviteranno così le complessità legate a nuove assunzioni immediate. La delegazione di Usb ha espresso apprezzamento per l'apertura al dialogo. I sindacati hanno però colto l'occasione per sollevare altre criticità. È stata denunciata la situazione del cosiddetto "salario povero". Questo colpisce in particolare i lavoratori ausiliari. Essi subiscono una penalizzazione economica significativa. La causa è l'assenza di retribuzione durante l'interruzione estiva delle attività didattiche. La richiesta è di trovare una soluzione equa per questi lavoratori.

Le origini della vicenda: l'era Melucci

La complessa storia degli asili nido comunali di Taranto ha radici profonde. La vicenda affonda le sue origini alla fine del 2024. All'epoca, l'amministrazione era guidata dall'ex sindaco Rinaldo Melucci. Nel dicembre di quell'anno, la giunta comunale approvò una delibera specifica. Questa delibera prevedeva l'esternalizzazione della gestione di ben nove strutture comunali. L'obiettivo principale dichiarato era quello di alleggerire le finanze dell'ente locale. Si stimava un potenziale risparmio di circa 1,6 milioni di euro. Questa manovra, pensata per ottimizzare le risorse, suscitò immediatamente una forte reazione. Le principali organizzazioni sindacali si mobilitarono in massa. La loro azione mirava a difendere un sistema educativo. Questo sistema era da sempre considerato un punto di eccellenza per la città di Taranto. I sindacati si opposero fermamente a qualsiasi logica orientata al profitto privato. La difesa del servizio pubblico divenne una priorità assoluta. Si temeva che l'esternalizzazione potesse compromettere la qualità dell'offerta formativa. Inoltre, si paventava una riduzione dei diritti per il personale impiegato.

La vertenza relativa agli asili nido ha subito un'accelerazione improvvisa. Questo è avvenuto il 21 febbraio 2025. In quella data, la giunta Melucci cessò la sua attività. La caduta avvenne a seguito delle dimissioni in blocco di diciassette consiglieri comunali. La gestione dell'ente passò nelle mani della commissaria straordinaria Giuliana Perrotta. Per cercare di placare le proteste sindacali e garantire la continuità del servizio, la commissaria riuscì a stanziare fondi d'emergenza. Questi fondi permisero di mantenere temporaneamente il servizio pubblico. La situazione rimase in sospeso in attesa delle elezioni. Con l'elezione del nuovo sindaco Piero Bitetti nel giugno 2025, l'amministrazione aveva inizialmente rassicurato la cittadinanza. La promessa era quella di mantenere la gestione degli asili nido al 100% comunale. Questa rassicurazione aveva creato aspettative positive tra famiglie e lavoratori. Oggi, tuttavia, le persistenti difficoltà di bilancio del Comune di Taranto e le note carenze di organico hanno imposto una rimodulazione dei piani. La giunta Bitetti è stata costretta a rivedere le proprie strategie. La soluzione individuata punta sulla partecipata Kyma. L'obiettivo è evitare di tradire la promessa di mantenimento del servizio pubblico. Si cerca un equilibrio tra esigenze finanziarie e garanzia di qualità educativa.

Il ruolo di Kyma e le sfide future

L'ipotesi di affidare la gestione di alcuni asili nido alla società partecipata Kyma rappresenta una svolta significativa. Questa scelta mira a conciliare diverse esigenze. Da un lato, vi è la necessità di garantire la continuità e la qualità del servizio educativo per l'infanzia. Dall'altro, emergono le stringenti limitazioni di bilancio che affliggono il Comune di Taranto. La decisione di coinvolgere Kyma, un'entità già legata all'amministrazione locale, permette di mantenere un controllo pubblico diretto. Si evita così il ricorso a operatori privati esterni. Questo aspetto è stato fondamentale per accogliere le preoccupazioni sindacali e della cittadinanza. L'assessore Maria Lucia Simeone ha sottolineato come la titolarità del servizio rimarrà saldamente in mano pubblica. Il personale comunale, inoltre, continuerà a operare nelle strutture. Il meccanismo del distacco funzionale su base volontaria assicura flessibilità e la valorizzazione delle competenze interne. Si cerca di evitare la dispersione del personale qualificato.

La proposta di affidamento a Kyma dovrà essere supportata da uno studio di fattibilità dettagliato. Questo studio dovrà analizzare attentamente gli aspetti operativi, finanziari e gestionali. Sarà necessario definire chiaramente i ruoli e le responsabilità di ciascun attore coinvolto. La collaborazione tra Comune, Kyma e le organizzazioni sindacali sarà cruciale per il successo di questa operazione. Le preoccupazioni sollevate da Usb riguardo al "salario povero" dei lavoratori ausiliari meritano particolare attenzione. La disparità retributiva durante le pause estive rappresenta una criticità che necessita di soluzioni concrete. L'amministrazione Bitetti dovrà affrontare questa sfida per garantire equità e motivazione a tutto il personale. Il futuro degli asili nido a Taranto dipenderà dalla capacità di trovare un modello gestionale sostenibile. Questo modello dovrà coniugare efficienza economica, qualità pedagogica e attenzione ai diritti dei lavoratori. La strada intrapresa, pur complessa, sembra orientata a preservare un bene prezioso per la comunità tarantina.