Radicalizzazione online: indagini su minorenni
La Polizia di Stato ha condotto un'ampia operazione a livello nazionale, eseguendo 22 perquisizioni nei confronti di giovani tra i 13 e i 17 anni. Questi ragazzi sono emersi in contesti estremisti di varia natura, tra cui suprematismo, accelerazionismo, antagonismo e jihadismo.
Le indagini, coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, hanno coinvolto anche la Digos di Verona. In particolare, le autorità veronesi hanno focalizzato l'attenzione sulle conversazioni online di un giovane sospettato di scambiarsi informazioni sulla fabbricazione di ordigni artigianali.
Il ruolo del web nella devianza giovanile
L'attività investigativa ha evidenziato un preoccupante aumento del coinvolgimento di minorenni in attività devianti e criminali, con particolare riferimento a settori legati all'eversione e al terrorismo, sia interno che internazionale. Il web si conferma uno strumento cruciale in questi percorsi di radicalizzazione.
La facilità di accesso, la rapidità di comunicazione e la riservatezza offerte da internet lo rendono un canale privilegiato per la diffusione di contenuti volti all'indottrinamento, al proselitismo radicale e all'addestramento.
Perquisizioni e sequestri: dai suprematisti ai jihadisti
L'operazione nazionale ha visto, tra le altre cose, la perquisizione di un 15enne in provincia di Taranto, indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che per porto illegale di armi. Il giovane aveva dichiarato di essere stato membro dell'associazione suprematista “The Base” e di dedicarsi alla fabbricazione di ordigni.
Le perquisizioni hanno portato al sequestro di dispositivi telefonici e informatici, che saranno analizzati per raccogliere ulteriori prove. Sono state trovate numerose chat con contenuti estremisti, sia jihadisti che suprematisti, immagini di guerriglieri armati e armi da fuoco. Rinvenuti anche manuali nazionalsocialisti, riproduzioni di armi, materiale militare e una divisa delle SS.
Social network: terreno fertile per l'estremismo
Le indagini confermano il trend già emerso: i social network rappresentano il principale terreno di coltura per la radicalizzazione online. Si osserva una forte propensione dei giovani alla ricerca di contenuti antisemiti e legati a conflitti religiosi, unita a un'inquietante fascinazione per ambienti estremisti e terroristici che esaltano la violenza.
Il processo di radicalizzazione si è notevolmente accelerato, passando da una media di 16 mesi nel 2002 a poche settimane oggi. A livello europeo, i giovani, anche al di sotto dei 14 anni, sono i più esposti a questo rischio, con un numero crescente di arresti legati al terrorismo che coinvolgono adolescenti.
Identikit del minore radicalizzato
Tra le caratteristiche comuni dei minorenni coinvolti nella diffusione di contenuti estremisti emergono difficoltà relazionali, vulnerabilità psicologica, una vita sociale marginalizzata e una grande dimestichezza con i linguaggi digitali. Spesso utilizzano l'inglese come lingua primaria e mostrano una fascinazione per la violenza e le armi, talvolta fabbricate con stampanti 3D, e sfruttano piattaforme di gioco online.
Un fenomeno preoccupante è la convergenza tra l'ideologia radicale islamica e il suprematismo bianco o l'estrema destra, definita “White Jihad”. In molte chat si riscontrano giovanissimi che condividono contenuti neonazisti e antisemiti, mescolati a immagini e messaggi di estrema violenza, in particolare di matrice jihadista.