La 69ª edizione del Festival dei Due Mondi è stata presentata a Roma con un programma multidisciplinare incentrato sul tema delle "radici". L'evento si svolgerà a Spoleto dal 26 giugno al 12 luglio, con un'espansione delle attività e un focus sulla qualità artistica.
Presentazione ufficiale a Palazzo Barberini
La 69ª edizione del Festival dei Due Mondi è stata ufficialmente svelata a Roma. La presentazione si è tenuta presso Palazzo Barberini, un luogo scelto per il suo profondo legame storico con Spoleto. Il direttore di Palazzo Barberini, Thomas Clement Salomon, ha ricordato i collegamenti storici tra la famiglia Barberini e la città umbra. L'evento segna l'inizio dell'era artistica di Daniele Cipriani come direttore.
La scelta della location romana sottolinea l'importanza culturale dell'evento. Il legame tra Spoleto e la famiglia Barberini, risalente a Maffeo Barberini, ex vescovo di Spoleto e poi papa Urbano VIII, è stato evidenziato. La sala era gremita di personalità e addetti ai lavori, testimoniando l'attesa per questa nuova fase del festival. Si guarda già al 2027, anno in cui il festival celebrerà il suo 70° anniversario.
Un festival tra sogno, realtà e radici
Il direttore artistico Daniele Cipriani ha introdotto il tema centrale della 69ª edizione: le radici. Questo filo conduttore lega un cartellone ampio e multidisciplinare. «Per la prima volta il Due Mondi ha un suo tema specifico», ha dichiarato Cipriani. «Sul tema radici abbiamo costruito un festival tra sogno e realtà, tra emozione e ragione», ha aggiunto. Al suo fianco, i consulenti Beatrice Rana per la musica e Leo Muscato per il teatro.
Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha sottolineato il valore del «turismo culturale» come motore per l'Italia. Ha promesso supporto per il «turismo delle radici». Il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, ha definito il festival «cuore pulsante della nostra identità culturale». La programmazione è stata triplicata rispetto alle edizioni precedenti. Il festival si estenderà per 17 giorni, con attività dal lunedì alla domenica. È prevista anche una sessione invernale.
Espansione e solidità economica
Il Festival dei Due Mondi si espande significativamente, «triplicando» la sua offerta. Questo ampliamento si basa su «basi economiche solide», come confermato dal presidente della Fondazione e sindaco, Andrea Sisti. Il sostegno ministeriale è aumentato con un milione di euro aggiuntivo dal Ministero della Cultura. Sono stati confermati importanti sponsor come Enel e Banca Intesa. Si prevede un taglio di circa 140 mila euro a causa del decreto sulle accise, ma i dettagli non sono ancora ufficiali.
Daniele Cipriani ha anticipato che il pubblico potrà assistere a oltre 100 performance. Tra queste, 7 prime mondiali e 9 produzioni originali. Saranno coinvolti più di mille artisti provenienti da 28 Paesi. Il programma spazierà dalla musica antica ai concerti della London Symphony Orchestra. Saranno presentati testi di Cechov e debutti teatrali, come quello di Giuseppe Fiorello. L'evento mira a rafforzare la presenza internazionale di Spoleto.
La linea artistica: qualità e internazionalità
Cipriani descrive la programmazione come un'«operazione attenta e delicata di edilizia culturale». Questa edizione rappresenta un «nuovo inizio, una scommessa». L'obiettivo è puntare sulla qualità e sull'internazionalità, coinvolgendo «le punte di diamante del panorama mondiale». Il richiamo alle radici implica anche un ritorno a Gian Carlo Menotti, fondatore del festival. Si vuole raccogliere la sua eredità, creando un abbraccio tra arte e pubblico.
Il festival si propone di affiancare al primato artistico una dimensione di condivisione profonda. L'intento è quello di rendere l'evento accessibile e coinvolgente per un pubblico ampio. La collaborazione con artisti di fama internazionale mira a elevare ulteriormente il prestigio della manifestazione. La cura nella selezione degli eventi è fondamentale per questo nuovo corso.
Omaggio a Menotti e nuove accademie
Il festival si aprirà il 26 giugno con «Vanessa» di Samuel Barber, opera per cui Menotti scrisse il libretto. L'allestimento è una nuova produzione del festival, in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna e la Fondazione Teatro Petruzzelli. La regia è di Leo Muscato, con la direzione d'orchestra della sudcoreana Sora Elisabeth Lee. «Abbiamo scelto di inaugurare il Festival di Spoleto 2026 con Vanessa perché incrocia in modo naturale il tema di questa edizione, Radici», ha spiegato Muscato. L'opera unisce tradizione europea e cultura americana.
Numerosi omaggi a Menotti sono previsti, inclusa una maratona di quasi 24 ore per celebrare il 115° anniversario della sua nascita. Torna la Maratona Internazionale di Danza. Viene inoltre istituita la Festival dei Due Mondi Academy, un percorso gratuito per giovani musicisti under 35 selezionati globalmente. Beatrice Rana ha espresso il suo onore nel contribuire a questo palcoscenico creato da Menotti. Ha sottolineato come Spoleto si confermi capitale della musica e trampolino di lancio per carriere artistiche.
Musica, teatro e danza in programma
Il programma musicale vedrà l'apertura con Yannick Nézet-Séguin alla guida della London Symphony Orchestra, con la partecipazione di Yuja Wang. La chiusura, il 12 luglio, sarà affidata a Gianandrea Noseda con la Filarmonica Teatro Regio Torino. Il concerto finale unirà brani di Menotti, Bernstein e Dvořák, simboleggiando il dialogo tra Europa e America. I Concerti di Mezzogiorno ospiteranno artisti come Nicolas Altstaedt, Quartetto Indaco, Julia Bullock, Bretton Brown, Arcadi Volodos, Laurie Anderson, Mario Brunello e Giovanni Sollima. Non mancheranno appuntamenti pop con Mika Symphonique il 30 giugno e Arisa il 9 luglio, entrambi in piazza Duomo.
Il teatro presenterà Peter Stein con «Platonov» di Čechov, Giuseppe Fiorello con «L’educazione sentimentale» di Ivan Cotroneo, Franco Branciaroli, Omar Elerian e la compagnia Wakka Wakka. Ci sarà un tributo a Eschilo con Serena Sinigallia, che riaprirà lo spazio della Basilica di San Salvatore, e un omaggio a Shakespeare. La letteratura si intreccia con Beckett in un progetto con la Casa di reclusione di Spoleto, Max Frisch e Ignacio García May. La spiritualità sarà esplorata ne «Le radici di mezzo mondo» di Michele Santeramo. La danza vedrà la prima europea di «This is Rambert» per il centenario della compagnia britannica, insieme a Trisha Brown Dance Company e Merce Cunningham Trust.
Questa notizia riguarda anche: